usare foursquare per promuovere (anche) i libri?

Dico la verità: sono su Foursquare da credo più di un anno, ma l’avrò usato sì e no quattro-cinque volte. E sì che da marzo 2010 a oggi ho viaggiato parecchio per lavoro. Ma “geolocalizzarmi” non mi viene spontaneo e sinceramente trovo a volte un po’ ridicolo quando qualcuno mi informa di trovarsi in un posto magari squallido o non certo invidiabile (tipo “I’m at Stazione Famagosta”. Ok, e allora?). Però. C’è un però.

Però in gennaio ero a Londra e ho approfittato dello smartphone nuovo di zecca per capire meglio come funziona la cosa: mi sono “geolocalizzato” nel mio hotel di Earls Court e Foursquare mi ha dato la lista di locali, pub e ristoranti nei dintorni, spesso con i commenti di chi ci era stato. Da lì ho potuto sapere, per esempio, che in quel certo posticino fanno delle ali di pollo da leccarsi i baffi e si mangia senza spendere molto. Ci sono andato e in effetti non ho potuto che confermare quel commento, ringraziando in cuor mio l’ignoto scoliaste digitale, visto che era tardi, ero molto stanco e non avevo assolutamente voglia di farmi il giro del quartiere per capire dove si mangiasse meglio e a buon prezzo.
Ultimamente, quindi, mi sono un po’ riavvicinato a questo social network e ho notato che non pochi locali usano Foursquare per fare promozione. Cose del tipo: “fai il tuo primo check e avrai uno sconto del 10% “o: “fai fare il check a tre amici e avrete una birra gratis”.

Cose semplici, ma a mio parere efficaci, o comunque un buon modo per tentare percorsi di marketing usando i social media.
Poi ho pensato: perché la cosa non potrebbe funzionare anche con le librerie? In fondo sono esercizi commerciali come tanti altri e, per quanto possa sembrare prosaica l’affermazione, il libro  in sé è un prodotto.
Le formule potrebbero essere simili a quelle viste poco fa: “Fai il tuo primo check e avrai uno sconto del 20% sulle novità”; “fai fare un check a tre amici e avrete uno sconto sul vostro prossimo acquisto.”

Certo, parlando di social media e di piattaforme digitali si potrebbe anche andare un po’ più in là e, per esempio, facendo “dialogare” Foursquare con la nostra libreria Anobii o Goodreads o magari con il nostro account Amazon, la libreria fisica potrebbe conoscere automaticamente i nostri gusti e offrirci qualcosa di più specifico o le ultime novità del genere più presente sui nostri scaffali digitali.
(Credo, ma non sono sicuro, che una cosa simile sia già prospettabile con il Kobo, l’e-reader forse più interessante tra quelli esistenti proprio per le sue potenzialità di social-reading “accresciuto”, diciamo così.)

Andando ancora più oltre  (ma poi mi fermo, giuro), si potrebbe portare tutto ciò sulla dimensione della cosiddetta augmented realitydove cioè abbiamo la possibilità di leggere con i nostri cellulari strati diversi di informazioni relative al luogo in cui ci troviamo. Se per esempio, installato nel cellulare lo specifico software, attivassimo lo strato “librerie” potremmo sapere quali e quante librerie ci sono nella zona e le librerie stesse potrebbero attirarci con offerte privilegiate – e chissà che, anche in questo caso, non possano “vedere” i nostri scaffali sul web e automaticamente proporci libri più vicini ai nostri gusti e alle nostre abitudini di lettura.

Tutto questo può sembrare fantascienza, però non solo è tecnicamente fattibile, ma già in parte esiste, come esistono Foursquare, la geolocalizzazione e la possibilità di vedere, con un semplice cellulare dotato di fotocamera, livelli di realtà “aumentata” che a occhio nudo non potremmo raggiungere con tale immediatezza.

Un’opportunità anche per il self publishing?
Non è infine escluso che, con il proliferare del self publishing, Foursquare possa diventare anche terreno di caccia (e conquista) degli scrittori fai-da-te, presenti sicuramente su twitter e su altri social media e che quindi, tramite google maps per esempio, potrebbero intessere percorsi e sinergie con locali (e librerie stesse) per far conoscere i propri libri. Tornando al tizio di cui sopra fermo alla Stazione della metro milanese Famagosta: uno che sta alla stazione della metro probabilmente aspetta un mezzo (dopo la metro l’autobus, magari) o ha un appuntamento. Ebbene perché non fargli ammazzare il tempo con le prime pagine del nostro libro?

Come è evidente, la fantasia si può scatenare a piacere e le forme di promozione possono variare dalle più convenzionali alle più audaci. Sta di fatto che Foursquare c’è, i negozi che promuovono i loro prodotti pure; credo che non sia così peregrino pensare che la cosa possa funzionare anche per il miglior amico dell’uomo, il libro.

10 thoughts on “usare foursquare per promuovere (anche) i libri?

  1. editorintropico ha detto:

    ciao, interessante ma non uso foursquare e non ho capito come si potrebbe recapitare le prime pagine di un ebook allo sconosciuto alla fermata famagosta… mi spieghi per piacere?

    • marco ha detto:

      Non sono un tecnico, ma in linea teorica non penso sia impossibile; quando il social network ha il nostro indirizzo elettronico possiamo ricevere qualsiasi cosa. Ma, senza ricorrere all’email, basta una pagina d’atterraggio da cui possiamo scaricare noi il file nel nostro smatphone.
      Se si vuole, i modi e le soluzioni si trovano🙂

    • Si possono ” recapitare” foto, audio, video, pagine di testo…. Si può indirizzare la persona a un link web nel quale mostrare un catalogo, segnalare preferenze, compilare moduli.
      Il limite è la fantasia-

  2. Le possibiltà non mancano, mancano gli editori. Già con tanta fatica stanno capendo come capitalizzare con Facebook ed il suo calendario…
    Per una strategia… qualche idea ce l’ho… chi ci sta a parlarne?

      • Ecchime! Faccio la propostona! che ne dite se ci troviamo una data per due chiacchiere? Ci presentiamo, raccontiamo un po’ di noi e vediamo in funzione delle cose che seguiamo qualche considerazione ed azione verso eventuali contatti?
        Ci siamo detti a più riprese che succedono tante cose ma che il mondo dei libri attorno a noi le accoglie sempre in maniera un po’ freddina.
        Vediamo come fare qualche sana esplorativa. Il mio account di Skype è uneuroemezzo.

        a presto!

      • marco ha detto:

        Marco, mi sembra un’ottima idea! Chiss che dal tanto discusso mondo dei “blogger” non venga una proposta concreta che possa dare una spinta all’ambiente delle librerie “di atomi”🙂

  3. Per le librerie Foursquare può essere un buon mezzo di promozione non solo come richiamo per il punto vendita, ma anche per eventi, presentazioni in loco, nuove uscite ecc. Non sarebbe male se fosse usato insieme agli altri social network in una strategia di comunicazione ben organizzata e programmata. Comunuqe sì, Foursquare si può promuovere.
    Qualche idea per gli editori?

  4. Senza contare poi le opportunità per le librerie di catena: si potrebbe creare uno speciale “fidelity badge” a cui legare un sistema di sconti; o ancora una piccola libreria potrebbe essere interessata ad offrire uno sconto su una birra o un caffè spendibile sui tavolini del locale accanto dove il lettore potrebbe fermarsi in compagnia del proprio libro. Insomma, le possibilità non mancano!

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