3 considerazioni su ebook ed editoria digitale

Da fervente lettore di Peanuts, ricordo bene il nomignolo di Charlie Brown, che Lucy apostrofa malignamente come tira-e-molla, sintetizzando in modo icastico la di lui eterna indecisione, il suo barcamenarsi continuamente tra un pensiero e il suo contrario, atteggiamento che lo conduce all’immobilismo (di qui la sua perenne insoddisfazione).

Ora, pensando all’ebook e a ciò che è seguìto dalla seconda metà del 2010 a oggi, mi è venuta in mente proprio questa espressione, in quanto secondo me rende bene l’idea della percezione dell’ebook nella realtà editoriale italiana e nel potenziale pubblico di riferimento.

1. Sarebbe in verità un’impressione, ma così forte che è più di un sospetto: nell’ultimo trimestre 2010 si è parlato continuamente di ebook grazie al sorgere di nuove piattaforme di distribuzione (Bookrepublic, la presenza sempre più solida di Simplicissimus, l’entrata in gioco dei grandi come Biblet e Mondadori) e con la complicità del periodo natalizio; poi però  il cosiddetto buzz sull’ebook sembra essersi lentamente ma inesorabilmente ritirato entro confini più ristretti ed esclusivi, non dico solo per addetti ai lavori, ma comunque circoscritti ad una nicchia di persone che si parlano e si leggono un po’ tra loro.

Questo sta portando secondo me ad una pericolosa sclerotizzazione – anche terminologica – della comunicazione su un qualcosa che invece si vorrebbe diffondere, la lettura digitale, appunto.

2. Va bene che ora tutto si trasforma e si evolve in fretta, ma mi sembra che qui si pretendano miracoli, più che evoluzioni: il mercato dell’ebook in Italia è nato da nemmeno un anno e già ci si lamenta che è ancora allo zero virgola,come anche riporta un bel post su Pianeta Ebook.

Io vedrei però il fenomeno dalla prospettiva opposta:
– nonostante il mercato sia nato da pochissimo,
– nonostante il prezzo degli ebook non sia bassissimo,
– nonostante la presenza e l’attività digitale degli editori siano ancora prudenti,
– nonostante il DRM chiuso,
– nonostante il prezzo ancora molto alto degli ereader e l’assenza di un forte fattore di accelerazione come il Kindle di Amazon,
– nonostante la diffidenza di molti autori, lettori ed editori nei confronti dell’ebook,
direi che per un paese di lettori forti rari come panda già lo 0,5% del mercato in pochi mesi non è affatto male.

3. Uno dei problemi, secondo me (ma sto scoprendo l’acqua calda) è che, come per molti altri fenomeni qui in Italia, l’ebook viene visto ancora come una minaccia, un elemento di disturbo e di crisi più che come un’opportunità da analizzare per promuovere la lettura ne suo complesso: si continua pervicacemente e stolidamente a contrapporre ebook e libro cartaceo, si lanciano allarmi (falsi quanto in malafede) sulla futura chiusura delle librerie quando si sa benissimo che le librerie stanno già chiudendo da parecchio e proprio a causa di quelle politiche editoriali rapaci e miopi che l’ebook potrebbe e saprebbe scardinare o comunque sicuramente far vacillare.

Infine, mi piace citare una bella frase letta in un post qualche tempo fa in cui si faceva riferimento ad un articolo su El Pais:
Per fortuna, non stiamo assistendo alla morte del libro ma alla nascita di un nuovo virgulto nella grande famiglia della parola scritta.

E una pianta, concludo, non nasce dall’oggi al domani.

Inviato tramite WordPress for BlackBerry.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...