Tolino entra nel presepe degli ereader di Natale: è lui l’anti Kindle?

Sono tanti gli argomenti della settimana di cui potrei parlare: prima di tutto la fine della guerra tra Amazon e Hachette, poi la questione dellIVA al 4% sugli ebook (attualmente è al 22%) e, sempre a proposito di Amazon, l’inizio della collaborazione tra il colosso di Seattle e la Giunti. Ma si tratta di argomenti di cui potete trovare già molti articoli più completi e interessanti di quelli che potrei scrivere io, e quindi vi rimando volentieri alla loro lettura: sulla diatriba Hachette-Amazon non credo possiate un articolo migliore del post di Roberto Maragliano intitolato Guerra di posizione per il digitale in cui si fa riferimento a un’ottima sintesi in due parti di Andrea Patassini. Da parte mia, sulla guerriglia tra i due colossi non ho altro da dire e del resto mi ero già espresso in un post in cui enucleavo i 4 punti secondo me più importanti della questione (La questione Amazon-Hachette in 4 punti). Vorrei però evidenziare una riflessione di Maragliano a proposito di libri di carta e digitali: “Parlare di ‘libro di carta’ e di ‘libro digitale’ non permette infatti di cogliere tutto ciò che sta attorno e dà senso a realtà che sono irriducibili l’una all’altra, dunque restano due, e ben distinte tra di loro.” Il discorso di Maragliano è sul piano più della filiera produttiva e distributiva, ma ci traghetta in qualche modo verso la seconda vexata quaestio del momento, l’IVA al 4% sugli ebook, auspicata da molti, voluta veramente forse da pochi.  Tra i fautori dell’equiparazione fiscale del libro digitale e quello cartaceo stanno coloro che ritengono che tra i due contenuti non ci sia una differenza sostanziale, mentre ora l’IVA al 22% mette in modo blasfemo gli ebook sullo stesso piano di altri prodotti elettronici, tra cui i videogiochi.  E che cos’ha a che fare un videogame con un libro? Ce lo spiega Fabrizio Venerandi di Quintadicopertina nel suo pezzo Quando il videogioco è letteratura?, mentre un’ottima riflessione complessiva sull’argomento la fa il solito Giuseppe Granieri nelle  sue 5 considerazioni sull’IVA e sugli ebook Se siete comunque curiosi, le ultime notizie danno un Franceschini combattivo e determinato a essere il paladino numero uno della campagna #unlibroèunlibro, sfidando addirittura le decisioni della Commissione Europea,come già da tempo ha fatto la Francia. In mezzo a tutto questo fragore Giunti inaugura una collaborazione con Amazon e con Giunti al Punto propone una sorta di sinergia ebook-libro cartaceo e libreria online/libreria fisica. Un progetto che può suscitare perplessità, ma che vale comunque la pena di seguire anche con curiosità, così come quello di Messaggerie che vuole coinvolgere i librai indipendenti nell’operazione Tolino e che ci porta al terzo e vero grande argomento della settimana.

tolino

Tolino Shine

Infatti la vera notizia viene dalla Germania, ed è il sorpasso nelle vendite dell’ereader Tolino sul Kindle: ne ha parlato in modo approfondito Il libraio (a proposito, anche questa è una novità da tenere d’occhio), che menziona anche l’accordo che Ibs.it ha fatto con Deutsche Telekom per la vendita  dell’ereader qui in Italia: per ora i modelli sono due, Tolino shine e Tolino vision 2. Tutto ciò fa presupporre che Tolino soppianterà il fantastico Leggo della stessa Ibs, ma credo che non se ne accorgeranno in molti.  Piuttosto, chi è curioso di saperne qualcosa di più legga questo articolo in cui si mettono a confronto il Kindle Voyager e il Tolino vision 2 e in cui si conclude che il Kindle è migliore, ma costa un po’ di più.  Tolino non esce molto bene nemmeno da questo slalom parallelo a tre, dove si confronta la luminosità del Kobo Aura, del Kindle Paperwhite e, appunto, di Tolino, che risulta avere la luce peggio distribuita sullo schermo e meno facile da regolare. La recensione è in inglese, ma le immagini, come si suol dire, valgono più di mille parole.

Comunque i dati che vengono dalla Germania fanno già parlare di Tolino come del famigerato “anti Kindle” che molti aspettavano. Sarà veramente così? Di sicuro, per questo Natale avremo un’opzione in più da considerare, perché comunque Tolino sembra un ottimo ereader e ha le potenzialità giuste per competere con i vari modelli del Kindle. P.S: A proposito, qualcuno di voi ha già in mano il lettore made in Germany? Se mi manderete le vostre impressioni e valutazioni sarò lietissimo di inserirle magari in un post futuro. 

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