il mondo parla digitale, la scuola no

Due articoli a confronto, non edificanti e incoraggianti: il primo è del Corriere Roma, che descrive la desolante stagnazione riguardo alla (solo) auspicata rivoluzione digitale nella scuola.

L’altro articolo (lo trovi qui) è in inglese e definisce alcuni punti di criticità che rendono questa rivoluzione (ma parlerei piuttosto di evoluzione) ancora difficile da realizzare.
Al centro ci sono soprattutto dirigenti scolastici, docenti e genitori incapaci di comprendere la vera portata e le potenzialità dell’introduzione di materiale didattico digitale in classe.
Ma non mancano politiche zoppe, velleitarie o incomplete, sostanzialmente ipocrite, che fanno solo finta di avvertire la necessità di cambiamento ma in fondo lo temono.

L’unica cosa sicura è che la realtà in cui stiamo vivendo e in cui vivranno i nostri figli sta cambiando e cambierà sempre più radicalmente e rapidamente e non è più possibile indagarla e interpretarla secondo vecchi sistemi, con vecchi strumenti e paradigmi inadeguati.
La domanda è: fino a quanto ancora potremo permetterci questo gap, questa incapacità del mondo dell’educazione di comprendere il mondo e di parlare la sua lingua?

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