Postilla o post scriptum su innovazione ed educazione

Ho letto oggi un articolo che avrei voluto inserire tra i link nel mio post precedente sulle tecnologie nella didattica, ma vale in effetti la pena dedicargli maggior spazio e una parziale traduzione, in quanto mi sembra molto illuminante.

Approfitto comunque di questa postilla al post precedente per menzionare articoli che ho colpevolmente omesso, come quello di Caterina Policaro intitolato “Cari prof, ecco come possiamo far crescere i nostri nativi digitali” in cui si fa il punto della situazione e si evidenziano bene sia le opportunità che le criticità (di sistema, di mentalità).  Sul suo blog, inoltre, Caterina affronta spesso e volentieri, da docente ed esperta di nuove tecnologie qual è, l’argomento e vale sempre la pena seguirla.

Ma vengo all’articolo che mi ha folgorato. Folgorato è forse esagerato, diciamo che ho ritrovato in questo pezzo molte argomentazioni in qualche modo familiari e che condivido al 200%, le quali riecheggiano inoltre una delle figure che ammiro di più in questo campo, quella di Sir Ken Robinson. 

L’articolo si intitola “Teaching innovation is about more than ipads in the classroom” (l’innovazione didattica è qualcosa di più che ipad in classe); ovviamente vi consiglio la versione originale, ma se non avete tempo e voglia di leggervi la lingua di Shakespeare, offro la mia umile e sintetica traduzione qui di seguito.

L’innovazione non è qualcosa che si installa, ma che cresce, e spesso lo fa ai margini.
Il problema è che gran parte dei curricula delle scuole di oggi sono chiaramente connessi a quelli del ventesimo secolo.
Le migliori scuole storicamente preparano i loro studenti per la realtâ sociale ed economica del loro tempo. Il nostro sistema educativo è stato strutturato ad ogni latitudine per andare incontro alle esigenze sociali ed economiche della rivoluzione industriale, una realtà quindi indubbiamente votata alla standardizzazione.
Il mondo sociale ed economico di oggi richiede invece persone con spirito critico che lavorino in modo collaborativo alla soluzione di problemi.
La tecnologia non fa che ampliare lo spettro dei modi in cui individui e gruppi possono accedere a, costruire e veicolare conoscenza.
L’educazione scolastica, per la sua maggior parte, non sta seguendo queste linee formative.

L’attuale sistema supporta l’innovazione?
L’organizzazione delle scuole – intesa come sistema, processo e valori – era stata deliberatamente pensata per raggiungere specifici obbiettivi.
Dipartimenti, lezioni di 50 minuti, campanelle, file di banchi, lezioni frontali, libri di testo, prove d’esame standardizzate, voti, sono tutti aspetti della struttura organizzativa della scuola che erano concepiti per formare studenti a immagine e somiglianza della società industriale. Un modello in cui regnavano sovrane la standardizzazione e la produzione di massa.
L’innovazione, accompagnata o meno dalla tecnologia, dalla valutazione o dall’istruzione, richiede tempo e spazio per la sperimentazione e un’alta tollerenza all’incertezza.

Innovazione dal margine
Il margine può essere costituito da una piccola percentuale dell’orario scolastico che venga dedicata ogni settimana alla sperimentazione (…); comunque sia, insegnanti e studenti devono essere supportati in questa esplorazione nei territori dell’incertezza. E qui sta il punto critico, perché incertezza e sperimentazione sono percepiti come una perdita di tempo all’interno del modello corrente, dal momento che incombe sempre il programma da rispettare.

Gli ambienti d’apprendimento del futuro sono in incubazione. È qui che risiede la sfida: gli ambienti d’apprendimento che non esistono non possono essere analizzati. Muoversi nel terreno dell’ignoto richiede spirito pioneristico. Helen Keller ci ricorda una verità non solo della nostra epoca, ma di sempre:
“La sicurezza è solo una superstizione. Non esiste in natura ed evitare il pericolo non è più sicuro, a lungo termine, di quanto non sia l’esporvisi. La vita o è un continuo osare, o è niente.”

Se poi avete ancora un po’ di tempo, vi consiglio senz’altro questo strepitoso intervento a TED di Sir Ken Robinson (con sottotitoli in italiano). Sono 20 minuti di puro godimento intellettuale.  Buona visione.

One thought on “Postilla o post scriptum su innovazione ed educazione

  1. Interessante articolo,avete fatto bene in dedicarle un intero post; il video mi lo sono goduta, peccato che i 20 minuti se ne siano anadti cosi veloce.Teresa J.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...