agenda digitale, dati sul mercato ebook in Italia, sondaggio scuolabook

Il 16 marzo si è riunita la cosiddetta “agenda digitale” (prevista dall’art. 47 del D.L. n.5 del 2/2/2012), con il compito di” modernizzare i rapporti tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese attraverso azioni dirette a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi digitali innovativi.” Sei i gruppi di lavoro all’opera, tra cui quello di Alfabetizzazione informatica e quello E-commerce, che insieme si sono consultate insieme ai dirigenti dell’AIE sul tema “Reingegnerizzare la spesa delle famiglie per l’acquisto dei libri”.

Riporto la parte del documento diffuso dall’AIE in cui si parla di “tre diverse opzioni che si potrebbero porre per il futuro:

– mantenere l’attuale sistema collegato all’adozione;
– utilizzare la pratica dell’adozione sommando a questa la possibilità di acquisto di materiale digitale;
– deregulation totale, ossia abrogazione dell’istituto dell’adozione dei libri di testo e acquisto di materiali digitali e cartacei sia da parte delle famiglie, sia delle scuole.

La seconda opzione è stata indicata come la soluzione da privilegiare.
Ipotizzando, quindi, il mantenimento di una forma adozionale di volumi cartacei di ridotta dimensione per numero di pagine, che darebbero agli studenti le informazioni essenziali sulle discipline, demandando gli approfondimenti o le esercitazioni alla parte digitale.
In questo senso si è ipotizzato anche la possibile adozione di fonti editoriali diverse per i due distinti utilizzi.
La messa a disposizione del materiale digitale sarebbe gestita nell’ambito di un “Cloud Computing Pubblico”, gestito dalle istituzioni, che diventerebbe il repository complessivo dei contenuti digitali.
In questa sede dovrebbero trovare albergo sia i contenuti digitali con licenza prodotti dagli editori, sia i prodotti senza licenza (free), così come i prodotti digitali che provenissero da auto-produzione, a diffusione libera, degli insegnanti.
Gli acquisti di prodotti digitali sarebbero effettuati dalle istituzioni scolastiche, che riceverebbero a questo scopo un contributo direttamente dalle famiglie.
Il combinato disposto delle due azioni, produzione di materiali cartacei limitati nella dimensione e acquisto da parte delle scuole della parte digitale, avrebbe l’obiettivo di ridurre la spesa delle famiglie e contemporaneamente garantire l’utilizzo in maniera corretta dei contenuti proposti dagli editori emarginando il fenomeno della pirateria e stimolando l’uso corretto degli strumenti innovativi.”

Sul tavolo è anche stata posta l’idea di proporre un‘Iva agevolata del 4% sui prodotti digitali dedicati alla scuola, e quella di  di rinunciare alla gratuità dei volumi per la scuola primaria per liberare risorse dedicate alla spesa digitale; proposte però la cui competenza spetta al legislatore – europeo la prima, nazionale la seconda.

Alla fine della riunione sono stati presentati i risultati di due ricerche, una sull’andamento del mercato editoriale digitale e l’altra frutto di un sondaggio di Scuolabook.it sul consumo dei prodotti digitali per la scuola.

I dati del mercato e-book
E’ evidente una crescita esponenziale dei titoli disponibili in forma digitale (epub o pdf):

– Dicembre 2009: 1.619 titoli;
– Dicembre 2010: 6.950 titoli;
– Dicembre 2011: 19.000 titoli (il 2,3% del totale dei titoli “commercialmente attivi” sul mercato)

Una crescita che comunque non permette ancora di parlare di un mercato troppo ampio (3,8 milioni di euro, pari allo 0,3% dei canali trade). La questione del prezzo, strettamente legata al noto regime IVA differenziato per supporto cartaceo e digitale; quella del diritto d’autore e della pirateria; la mancanza, infine, di specifiche politiche governative di incentivo alla digitalizzazione dei cataloghi degli editori come invece accade all’estero (per esempio in Francia), fanno dell’Italia il fanalino di coda rispetto ad altri paesi europei come Francia, Spagna e in maniera più evidente Germania e Inghilterra, nell’affrontare questa nuova sfida che è allo stesso tempo imprenditoriale e culturale.

Sondaggio Scuolabook
I risultati del sondaggio partono già da presupposti alquanto scoraggianti: degli oltre 16 mila utenti iscritti alla newsletter di scuolabook.it solo 1098 hanno partecipato al sondaggio, i cui dati sono quindi da prendere con le debite cautele. 

I dati più interessanti che emergono sono secondo me questi:

– il 38% degli interpellati trova il prezzo del libro digitale adeguato, e ben il 34% invece no.

– Per il 47% i libri digitali saranno sempre un supporto a quelli cartacei, mentre il 36% ritiene che presto li sostituiranno completamente;

– Ben il 78% usa ancora il testo in formato cartaceo, ma quel 18% che non lo usa è comunque una percentuale non trascurabile.

Poca cosa, insomma, ma è anche vero che i tempi non sono ancora maturi e del resto il fatto che solo mille su 16 mila hanno partecipato al sondaggio (ma non sempre hanno poi risposto a tutte le domande) è eloquente del fatto che siamo ad uno stadio primordiale.

Sono comunque dati da cui partire per una riflessione più ampia e approfondita, che spero potrà essere fatta sin dalla sessione “insegnare con i bit” al prossimo Librinnovando (27-28 aprile prossimi) a Roma, panel in cui saranno presenti alcuni dei protagonisti dell’innovazione digitale nella scolastica: Dianora BardiOilProjectGaramond e Giunti Scuola.

Non sarebbe male se anche al Salone di Torino si dedicasse almeno un incontro su questo tema, anche se dubito che da una kermesse piuttosto generalista esca qualcosa di concreto e significativo in questo ambito.

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