comprare libri con un tweet

In questo post Marco Giacomello, una delle fervide menti che hanno partorito e coordinato il progetto di “La lettura digitale e il web” (a cui mi fregio di aver dato il mio contributo) spiega come è stato possibile in 14 ore ottenere più di 1000 download dell’ebook a prezzo di un tweet.
Si tratta di un’iniziativa già sperimentata da altri, ma sinceramente non so se con lo stesso successo, anche dal punto di vista del rapporto download-ore.
Quali indicazioni si possono trarre da tale esito?
Forse che i social netework sono ormai a pieno diritto entrati a far parte del marketing anche editoriale e che ignorarlo da parte degli editori potrebbe alla lunga risultare controproducente.
Quando si parla di cambiamento del paradigma si intende anche questo e l’uso di nuovi linguaggi di comunicazione e di nuove modalità di porsi e proporsi ai lettori, soggetti sempre più attivi di una filiera che si restringe e allo stesso tempo paradossalmente si dilata orizzontalmente e il passaparola diventa bit e si riverbera in maniera mai vista prima.

Sicuramente l’operazione fatta dai miei amici potrà e credo dovrà essere analizzata (magari proprio alla prossima edizione di Librinnovando in aprile a Roma) e non si escludono critiche, osservazioni, obiezioni. Ma non potrà (e dovrà) essere ignorata, pena la miscomprensione – se mi permettete il mezzo neologismo – di un fenomeno che anche e soprattutto nel selfpublishing potrebbe essere lo strumento più adatto per bypassare parecchi ruoli ora delegati ancora a soggetti della filiera editoriale e che meno di altri hanno la volontà e la disponibilità di mettersi in discussione e ripensare il proprio ruolo.

2 thoughts on “comprare libri con un tweet

  1. Ciao Marco, bell’articolo.

    Forse può essere interessante riportare brevemente, la mia esperienza (http://bit.ly/sSVoiC) sull’uso di PayWithATweet, che è l’applicazione con cui si è “venduto” La Lettura Digitale e il Web.

    Un po’ di tempo fa (ad ottobre 2010), lanciai sul mio blog, appena nato, una serie di mini-racconti “Mondi In Una Pagina”, a cui parteciparono diversi autori più o meno noti su Twitter.
    Ecco, l’idea fu proprio quella di vendere i racconti, in uscita ogni lunedì, con un tweet, usando PayWithATweet.
    Per il mio blog, ripeto, ancora nascente, fu un piccolo successo.

    … Credo che il punto sia che la padronanza nell’uso dei Social Network comincia a fare la differenza, per l’autore, per l’editore e per l’ “autopubblicato”…

  2. Bell’articolo! Sinceramente credo sia riduttivo vedere questo genere di iniziative solo in relazione al selfpublishing. Questa ad esempio e’ stata coordinata dalla casa editrice, con l’aiuto degli autori, certo, ma la casa editrice ha avuto un ruolo propositivo e di coordinamento. Vabbe’ che chi lo scrive e’ l’editore ma e’ così!
    Non bisogna mai dimenticare il valore del teamwork, fenomeno tipico nelle case editrici (piccole) che coinvolge anche gli autori che in questo modo vengono supportati. Non scompare il ruolo dell’editore, muta (e mutano quindi anche gli editori, vedi Amazon)

    Ciao!

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