Le tendenze editoriali del 2012 in Italia: voi che ne pensate?

Siccome qui parlo troppo spesso io e la cosa non mi piace, ho pensato di riservare ai miei venticinque lettori un famigerato sondaggio (non lo faccio quasi mai, vorrete quindi perdonarmi se di tanto in tanto ricorro a quest’arma).

Spiego brevemente il perché: in questi giorni ho individuato e precisato alcune tendenze che penso possano essere significative e vorrei sapere, prima di approfondirle, che ne pensate voi e magari capire quali vale la pena di approfondire maggiormente.

In pratica vi chiedo di indicare tre fenomeni che secondo voi potranno maggiormente caratterizzare questo neonato 2012 in Italia.
Se scegliete “altro”, oso chiedervi per favore di specificarlo magari in un breve commento.
Votate votate e fate votare anche amici e conoscenti.   

15 thoughts on “Le tendenze editoriali del 2012 in Italia: voi che ne pensate?

  1. Esordienti a prezzi bassi, svuotamento della funzione dell’editore, maggiore sfruttamento dei social network per trovare il libro buono in mezzo al marasma di indies e sostanzialmente, sradicamento dei monopolii letterari.

    Se devo scegliere tra un esordiente promettente a 99 cents e Tom Clancy a 25 euro, be’, l’esordiente se la gioca. Con in più il brivido, la possibilità di scoprire un ottimo scrittore.

    Bel blog, da oggi sono il 26-esimo

  2. Ciao Marco, credo che tutti i punti del sondaggio saranno argomento del 2012, ma se dovessi sceglierne uno che avrà grandi conseguenze nell’editoria io punterei sull’aumento della lettura digitale dei periodici a scapito delle pubblicazioni cartacee. I love NY and all the best, Francesco

  3. Io invece punto sullo sviluppo delle edizioni dei magazine.
    Diversi miei amici dopo aver visto il mio kindle all’opera si sono adoperati per comprarne uno, anche magari non Amazon, quindi si sta diffondendo.
    Amazon ha aperto anche lo store italiano, quindi la prossima innovazione me l’aspetto li

  4. Bravo Marco, fai bene a coinvolgerci:) Ho scelto autopubblicazione e miglioramento della qualità dei libri elettronici, la prima perché è un processo inarrestabile che esiste in qualche forma da sempre ma sta solo trovando piena espressione, la seconda perché si tratta della “materia” su cui si giocherà tutti gli altri punti. Si compreranno davvero ereader, tablet, ebook, solo quando l’offerta editoriale elettronica sarà incommensurabile al cartaceo. Ho poi spuntato “altro” perché mi pare buona norma lasciare sempre un punto interrogativo alle proprie opinioni;) e perché forse, quel che manca sono previsioni più specificatamente “sociologiche”, intendo, non so, la solidarietà sempre più frequente e strutturata tra parti della filiera, blog editoriali, nuove realtà imprenditoriali dal basso, la costituzione di nuove costellazioni, nuove forme di partnership… parole forse vaghe, ci sto riflettendo in questi giorni.

    • marco ha detto:

      Sappiate che con i vostri commenti mi state dando moltissimi spunti per post futuri. Grazie, questo penso sia il bello del blog, il dialogo fruttuoso con i visitatori.

  5. marcello ha detto:

    Ho votato “altro” perché ritengo che questi fenomeni, almeno in Italia, per ora sono ben lungi dal riuscire a “caratterizzare” un anno. Su tutti i fronti dell’editoria ci si muove con la parossistica prudenza di chi, soprattutto, teme che i cambiamenti possano rivoluzionare (letteralmente) uno statu quo a cui nessuno vorrebbe rinunciare. Va da sé che nel giro di qualche anno il fenomeno diventerà inevitabilmente incontrollabile con buona pace di tutti, quelli che vedranno franare posizioni di rendita e attuali fortune, e quelli che assaggeranno finalmente la libertà in una situazione fin qui ingessatissima. Ho votato anche “aumento di lettura digitale dei periodici (giornali e settimanali)” perché quello è un fenomeno già ampiamente in atto e potrebbe caratterizzare l’anno a venire portando già a qualche crisi conclamata nel settore cartaceo.

  6. Tra le varie voci, su una in particolare quasi non ho esitato… Il self publishing. Perché su questo molto si è parlato in tavole rotonde e incontri durante l’ultima fiera della media e piccola editoria Più Libri Più Liberi: secondo diversi addetti ai lavori pare che il self publishing sia la chiave per leggere una fetta del futuro editoriale… Staremo a vedere. Sul mercato dei vari tablet, ereader & co. penso invece che influiscano diversi fattori e non solo le abitudini e le tendenze…
    Di sicuro, tutti discorsi da approfondire!

  7. Antonella ha detto:

    Ciao Marco!
    Queste le mie scelte. Ne avrei opzionate ben più di tre, ma dovendo limitare sono andata più sulla “massa” che non sulle nicchie di contenuto che di sicuro interesseranno chi è già passato all’editoria digitale da un po’. Per cui credo che
    -aumenteranno gli ereader
    -aumenterà il monopolio di amazon (sono circondata da gente che ha acquistato kindle a manetta come mai prima d’ora, e quando sei su amazon ci compri anche altro e diffondi il verbo)
    -diminuiranno i prezzi dei tablet (e anche qui amazon c’entrerà)
    E i cambiamenti del settore seguiranno, e speriamo che succeda qualcosa di assolutamente imprevedibile, altrimenti di cosa parleremo?🙂

  8. marco ha detto:

    GIustissimo, Neuromancer, infatti ho or ora editato il post e ho specificato “in Italia”. Proprio perché, come dici tu, ho individuato queste tendenze già in atto oltreoceano (o oltremanica) vorrei sapere quali pensate sia il loro contraccolpo qui nel Belpaese, spesso tanto poco reattivo quando si parla di innovazione o semplicemente di novità.
    Grazie del commento e (suppongo) del tuo voto!

    • Fondamentalmente l’abbassamento del prezzo e la diffusione capillare a livello mondiale saranno i fenomeni più “osservabili”. In Italia faccio un po’ fatica ad osservare fenomeni di questa portata. Però… se posso azzardare, c’è un gruppo di lettori “accaniti” (qualche centinaio di migliaia?), di insegnanti (qualche centinaio?) e di blogger (leggoerosum o Granieri…) che possono (e stanno) innescare una eccitante consapevolezza tecnologica e culturale su questo fronte digital editoriale. Per il resto prevedo una schiacciante diffusione di tecnologia retroilluminata per i motivi di cui parlavo precedentemente.

      • marco ha detto:

        Neuromancer, mettermi accanto al mio guru Granieri per me costituisce un onore che non merito, ma ti ringrazio ugualmente, se non altro perche’ fa morale🙂 Per il resto sono d’accordo: il retroilluminato costa di più, ma il suo essere multifunzionale lo rende sicuramente sin dalla sua (recente) nascita più diffuso anche nella didattica. I reader e-ink sono per una minoranza nella minoranza, quella dei lettori forti.

    • Scusami ma volevo aggiungere un piccolo appunto di riflessione. Sai che non mi convince l’idea che in Italia la diffusione della tecnologia eink sarà lentissima? Perché chi la adotta (anche se relativamente pochi) ormai ha le “competenze” culturali di saperle utilizzare appieno nella loro versatilità pratica e cognitiva. Sicuramente anche con l’apporto informativo di specifici social network dove puoi chiedere o condividere informazioni specialistiche. Sarà insomma una progressione rapida “a salti” più che graduale che già percepisco in atto, e non all’interno dello stereotipo immobilistico italiano frutto di una concezione culturale cartacea…

  9. Ho votato:

    – la questione del prezzo degli ebook
    – la regolamentazione del prestito digitale
    – la diminuzione del prezzo dei tablet.

    Il primo è più che altro una speranza, legata anche alla mia terza scelta, perché fino a quando i prezzi degli ebook saranno così poco inferiori rispetto a quelli dei libri cartacei e i prezzi dei tablet così alti, non ci sarà convenienza se non di spazio nel favorimento dell’uno sull’altro.
    Viaggio molto in treno e possiedo un tablet iPad e spesso per motivi di spazio, appunto, scelgo un ebook ma lo faccio in lingua originale, perché all’estero se sono decaduti i diritti di copyright gli ebook sono addirittura gratis!

    Il secondo punto invece l’ho toccato con mano, visto che lavoro in una biblioteca e al momento il problema è serio perché i libri sono sempre di più e lo spazio sempre di meno, quindi vien da sé che gli ebook sarebbero la soluzione a molti guai. Peccato che ne creino altri.

  10. A livello internazionale alcuni sono fenomeni già in atto, tipo il self publishing, la questione del prezzo dell’ebook o la trasformazione dell’editore tradizionale in fornitore di servizi /penso ad Amazon e Google in prima linea ma anche ai grandi editori tradizionali). In Italia penso che la diffusione degli ereader sarà lentissima e poco significativa soprattutto perché soppiantata dalla diffusione dei tablet e soprattutto degli smartphone. Ma anche perché i lettori di libri sono veramente pochi…
    Comunque, a mio parere a livello mondiale il fenomeno più importante sarà la diffusione estesa degli ereader in concomitanza della caduta libera del costo. E non mi sorprenderebbe la sorpresa del colore (almeno ci spero😉

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