uroboros, vedi alla voce: piccoli(ssimi) editori, social network e il digitale che avanza

Qualche tempo fa, parlavo amabilmente con Andrea Malabaila di Las Vegas Edizioni in un post in cui mi domandavo quanto e come il digitale e i social network possono aiutare i piccoli editori in termini di visibilità, marketing e reperibilità dei titoli. Concludevo la chiacchierata con un invito a tutti i microeditori che volessero parlare di sé, dando la mia disponibilità a ospitarli.

Ebbene qualcuno si è fatto avanti, nella fattispecie una realtà editoriale davvero lillipuziana e giovane (appena un anno), Edizioni Uroboros, di cui mi ha interessato una caratteristica: nata e stabilmente attiva nel territorio lombardo, sta però utilizzando la rete e i network sociali per allargare il suo raggio d’azione e per agevolare questa strategia propone i suoi libri in veste sia cartacea sia digitale. La parola quindi al direttore editoriale Mario Barone e a Lavinia Caradonna, suo ufficio stampa.

1. Una breve storia di Eurobos: di che cosa si tratta, quando nasce e perché.

Mario Barone – Nasce nel 2010 (un anno fa circa) dall’idea di tre amici che lavorano in settori diversi da quello editoriale, ma accomunati dalla passione per i libri e per alcune storie poco presenti nel sovraffollato mondo editoriale italiano.

2.  Ho visto che ogni libro del catalogo è disponibile in versione PDF alla metà del prezzo cartaceo. Che riscontri avete? Pensate di apporntare anche versioni in .epub (se non addirittura .mobi)?

Mario Barone – I riscontri sono limitati. L’editoria digitale in Italia per ora è solo un’idea degli editori e probabilmente passerà qualche anno prima che anche in Italia ci sia il boom come è successo negli Stati Uniti di recente, ma Uroboros vuole essere pronta: a breve avremo anche la versione .epub dei nostri libri.

Lavinia: Il mercato dell’editoria digitale è un po’ curioso qui in Italia; moltissimi italiani possiedono un device di ultima generazione, ma circa la metà, forse ancora meno, li usa anche per leggere libri. Per il momento abbiamo preferito il pdf per una questione di praticità, ma presto cominceremo a convertire il nostro catalogo anche in formato .epub, con una proposta di affiliazione ad alcuni dei maggiori distributori online. Per quanto riguarda il formato .mobi, attualmente preferiamo non occuparcene: la diffusione del Kindle in Italia è abbastanza “underground”, nonostante l’alto livello del prodotto. Vorremmo vedere un po’ come si evolve la situazione Amazon nostrana per poterci poi fare un’idea precisa. Diciamo che è una probabilità che non escludiamo, ma che per il momento preferiamo tenere da parte.

3. Da un inizio “locale” e cartaceo, sembra vi stiate avviando a essere sempre più presenti nei social network. Avete una strategia e degli scopi precisi? Come pensate possano utilizzati facebook e twitter da un editore e cosa vi aspettate da questi nuovi mezzi?

Mario Barone – Uroboros è una neonata e piccolissima casa editrice, il nostro zoccolo duro per ora è Milano (dove siamo nati) e naturalmente i social network sono fondamentali per aggiornare i nostri lettori sulle iniziative, gli eventi e le novità di Uroboros.

Lavinia – Ormai la presenza sui social network è un passo assolutamente obbligatorio per qualsiasi azienda. Facebook e Twitter in particolare favoriscono una sorta di passaparola che per le piccole realtà come noi si rivela essere estremamente decisivo. La nostra pagina su Facebook (facebook.com/eduroboros) è stata creata poco prima dell’estate e si sta rapidamente avviando verso la cinquantina di fan. Ci ha permesso di annullare in qualche modo la distanza tra noi e i lettori: solo rafforzando il nostro legame col pubblico possiamo lavorare nel pieno interesse di chi ci ha dato la sua fiducia scegliendo i nostri libri. Altri spazi in cui siamo presenti sono YouTube (youtube.com/user/edizioniuroboros), con un account che raccoglierà tutte le nostre presentazioni e apparizioni video, e aNobii (anobii.com/eduroboros), il social network dei libri, con le schede delle nostre pubblicazioni a disposizione degli utenti che ci hanno letto e che, nel caso, abbiano voglia di recensirci. Implementare questo lato “social” è stato, e continua ad essere, uno dei primi obiettivi dell’Ufficio Stampa. Il debutto su di essi è stato piuttosto positivo, al momento ci occupiamo principalmente di riportare news in modo che i lettori possano tenersi aggiornati sulle nostre attività senza per forza accedere al nostro sito o essere iscritti alla newsletter, ma posso sicuramente anticipare che stiamo progettando una serie di iniziative pensate su misura.

4. Mi interessa in particolar modo la collana “Bookarest”. Potreste parlamene più approfonditamente e dirmi magari come cercate e individuate gli autori e qualcosa sulle prossime uscite? 

La collana Bookarest è un progetto molto ambizioso ma difficile da portare avanti, ma è un progetto su cui stiamo puntando tanto (le partnership con Le vie dell’est e E-Ghibli  ne sono una prova). Notizia recente: dirigerà la collana la scrittrice rumena Ingrid B. Coman.

Lavinia: Anche in questo caso il web ci aiuta moltissimo. Attualmente stiamo vagliando una serie di autori che ci sembrano interessanti, ma vi diremo tutto a tempo debito!

Da parte mia, non mi resta che fare gli auguri a questo giovane marchio editoriale, rinnovando il mio invito a tutti coloro che desiderano parlare della propria casa editrice sul mio  blog.

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