sei mesi di vendite librarie digitali: come è andata? (seconda parte)

Finalmente, anche se un po’ più tardi rispetto al previsto, ecco la seconda parte della piccola inchiesta sui primi sei mesi di vendite librarie digitali (la prima parte qui).
Gli interpellati di turno, come promesso, sono Francesco Rigoli di Ultima Books (Simplicissimus), Luca Ometto di Webster e Marco Pieri di Bol.
Quelli di Bol, devo dire, mi hanno fatto aspettare non poco, in compenso però mi danno quasi un’anteprima che scoprirete leggendo l’intervento del loro responsabile marketing Marco Pieri.
Passo quindi  senza altri indugi alle interviste.

Per quanto riguarda le offerte promozionali: ne fate molte? I lettori sono recettivi e sensibili? Ci sono state promozioni più efficaci di altre?

Francesco Rigoli (Ultima Books)
Le promozioni sono molto importanti ma al momento, dato l’esiguo numero di lettori digitali, non è possibile fare delle statistiche affidabili. Diciamo che è importante trovare dei metodi interessanti e alternativi per effettuare delle promozioni, il solo sconto può essere un’arma poco efficace.

Luca Ometto (Webster)
Per quanto riguarda i libri cartacei ne facciamo molte e i lettori sono molto sensibili. Sicuramente le promozioni che funzionano di più sono quelle che riguardano i cataloghi interi degli editori più importanti.

Marco Pieri (BOL)
Bol è stato uno dei primi siti italiani a vendere ebook, e, fin dall’inizio, si è contraddistinto per l’ampiezza dell’offerta: tra titoli italiani e stranieri offriamo infatti più di 130.000 ebook.
Essendo il nostro uno store multiprodotto, facciamo molte promozioni sui libri cartacei, sui CD musicali e sui DVD, e in tutti i settori i clienti sono molto sensibili alle offerte che proponiamo.
Per l’ebook, che è ancora un prodotto “di nicchia”, crediamo che i clienti siano più interessati all’acquisto mirato che non allo sconto, e a promozioni diverse da quelle tradizionali. Per questo, in accordo con Samsung, abbiamo realizzato l’app bol.it, che permette di effettuare i propri ordini direttamente dai tablet della casa coreana scegliendo tra gli oltre 7 milioni di prodotti a catalogo su bol e, grazie a un ebook reader incorporato nell’applicazione, di scaricare e leggere tutti gli ebook acquistati direttamente sui device Samsung. Inoltre proponiamo con successo anche sconti sugli e-reader, il cui costo rappresenta ancora una barriera per chi desidera leggere in digitale.

2. La classifica dei libri più venduti è sotto gli occhi di tutti, ma avrei delle curiosità (se è possibile):
a) in quante copie settimanali è quantificabile un libro dei “più venduti”?
b) in classifica ci sono anche titoli che costano più di 13 euro, ma “dietro la prima fila” l’andamento qual è, sotto questo aspetto? Voglio dire, fino a che punto il prezzo determina gli acquisti? C’è già una “coda lunga” di titoli a basso prezzo che vengono sempre comprati, sebbene una copia alla settimana/al mese?

Francesco Rigoli (Simplicissimus)
Sempre per il numero non elevatissimo di titoli venduti in generale in ebook, a volte bastano poche decine di copie per entrare in classifica. È però molto ampia la coda lunga, uno dei numerosi vantaggi del digitale è poter scovare titoli sconosciuti oppure che difficilmente arriverebbero nelle librerie tradizionali. In una libreria online non si è attratti solamente da quello che viene esposto in home page, ma si va a cercare qualcosa di attinente ai propri interessi.
Molto importante è l’acquisto d’impulso, e questa è una mia sensazione non solo da libraio ma anche da lettore. A volte mi accorgo di aver comprato dei libri quasi senza pensarci, dato il prezzo basso. Ho sperimentato sulla mia pelle (e sulla mia carta di credito) l’importanza di attribuire un prezzo equo agli ebook.

Luca Ometto (Webster)
Non posso rispondere alla prima domanda, in quanto si tratta di dati che non diffondiamo.
Sulla seconda, sinceramente i volumi sono ancora abbastanza ridotti per misurare l’elasticità del prezzo e, visti i margini molto contenuti che abbiamo sugli e-book, non stiamo facendo sconti particolari su questo tipo di prodotti. Sicuramente c’è il fenomeno della coda lunga, forse ancora di più rispetto ai libri cartacei, probabilmente perchè non sono ancora un prodotto di massa.

Marco Pieri (BOL)
Per quanto riguarda le classifiche dei titoli, gli ebook venduti in più copie tendono a rispecchiare la classifica dei libri cartacei, anche se non c’è mai una corrispondenza assoluta tra i due tipi di libri. Ci sono, poi, alcune piacevoli eccezioni: tra i nostri best seller, ad esempio, è sempre presente un titolo proveniente dal self publishing: Crea un eBook impaginato e animato. Con trucchi e funzioni di Pages e Keynotes. Da non sottovalutare il fatto che questo titolo ha un costo di 0,99 centesimi, mentre il prezzo medio dei best seller è notevolmente più alto. Questo ci suggerisce anche che i lettori di ebook differiscono in parte dai nostri clienti tradizionali. Per quanto riguarda la coda lunga, siamo ancora in una fase troppo embrionale per esprimere dei giudizi.

3. Infine, “a pelle” che sensazione avete dal vostro osservatorio privilegiato: l’ebook è in fase di espansione, di rallentamento o stazionaria? E che margini vedete per il futuro?

Francesco Rigoli (Simplicissimus)
In questo momento c’è sicuramente un’espansione, come ci si aspettava, anche se non molto visibile. L’entrata di nuovi attori in gioco e l’abbassamento del prezzo degli ereader può portare in breve tempo a un’esplosione.

Luca Ometto (Webster)
Direi che è sicuramente in fase di espansione, visto che parte da zero. Credo però che il libro come lo consideriamo oggi resterà abbastanza legato alla carta (a meno che non inventino dei tablet con degli schermi migliori degli ebook reader) ma credo si svilupperanno dei nuovi tipi di libri interattivi (i cosiddetti enhanced books) che potranno abbracciare un’importante fetta di mercato che oggi non legge. Questo comporterà investimenti molto più importanti da parte degli editori e credo che quelli italiani, se non inizieranno a pensare a una distribuzione digitale multilingua e globale, non riusciranno a sostenere. Gli editori stranieri non cederanno più i diritti a quelli italiani ma li tradurranno e li distribuiranno direttamente tramite le piattaforme digitali. Quindi una grande opportunità per gli editori italiani che operano in un mercato troppo piccolo ma che in pochi riusciranno a cogliere…

Marco Pieri (BOL)
Il mercato non può che crescere, ma la crescita dipenderà da molti fattori, primi tra tutti l’abbassamento del prezzo degli ereader e l’allargamento dei players attualmente sul mercato.
Poi ci sono i fattori legati ai formati, ancora in parte non leggibili su tutti i device. Comunque, guardando quanto sta accadendo all’estero, in particolare nel mercato USA, le aspettative non possono che essere positive.

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