idee balzane: e se l’e-book salvasse il cartaceo?

Tutto parte da una notizia di cui ero venuto a conoscenza attraverso Euronews e immediatamente  rimbalzata nel web riportata da vari siti, tra cui questo (in italiano): in Giappone è stato presentato il primo distributore automatico di ebook. Come funziona? Si tratta di una specie di juke-box di libri digitali che, dopo aver scelto e pagato il testo desiderato, rilascia una specie di scontrino (anzi, è proprio uno scontrino) con i dati per scaricare il file in un secondo momento. Se volete vedere direttamente il video, qui trovate il servizio di Euronews.
Giustamente, nel post citato e linkato, si auspica che in futuro la macchina in questione possa “comunicare” con gli e-reader e quindi scaricare direttamente gli ebook nei device. Prospettiva a mio parere niente affatto remota.

Subito dopo mi capita sotto gli occhi questo articolo intitolato La bolla dell’editoria di Loredana Lipperini, in cui si parla dell’ipertrofia editoriale e della dissennata macchina produttiva libraria che spinge gli editori a sfornare più titoli possibile, con il solo risultato di intasare gli scaffali e bruciare in pochissimo tempo titoli che in altri tempi sarebbero diventati magari best seller e che oggi invece sono solo meteore presto dimenticate in qualche magazzino.
Sandro Ferri di E/O spiega molto bene il meccanismo perverso che travolge editori piccoli e grandi: «Noi editori, tutti, facciamo titoli che perdono soldi nell´80% dei casi, e lo sappiamo in partenza. Ma intanto li facciamo uscire, perché librai e distributori li pagano: quando ci sarà la resa, gli ridarai i soldi, ma intanto hai tra le mani un flusso di denaro. Perché lo facciamo? Per avere visibilità, in parte. I grossi editori prendono sempre più spazio in libreria: e se usciamo con trenta titoli abbiamo più possibilità di farci vedere. E perché ci facciamo ingannare da un´illusione».
Già, un’illusione, ma un’illusione che costa cara. A tutti: editori, librai e lettori stessi, che non hanno nemmeno tempo di valutare le novità appena uscite che subito le vedono sparire dallo scaffale.

Ha senso tutto  ciò? Ovviamente no. E altrettanto ovviamente, la prima cosa che viene in mente è: pubblicare meno, pubblicare meglio, cioè pubblicare libri di qualità. Ma non è purtroppo una conditio sine qua non, se è vero, come dice Lorenzo Fazio di Chiarelettere che «la decrescita ha un rischio: i criteri. Temo che si sceglierebbero solo i libri che possono andare in televisione».

L’articolo è da leggere per intero, così come un altro che lo aveva preceduto qualche mese fa, della stessa autrice e nello stesso spazio di kataweb.it (si intitolava, significativamente, Pronti alla resa). Personalmente, ho trovato particolarmente interessante la considerazione finale di Giuseppe Laterza: «l´obsolescenza della nostra politica dissennata va combattuta puntando sulla qualità dei librai, e non sulla vendita immediata dei titoli».

Ora, forse vi sembrerà un ragionamento balzano, ma secondo me questa cosa della macchinetta spara-ebook potrebbe inserirsi in tutto questo contesto in maniera molto opportuna. Voglio dire: è tanto bizzarro pensare ad un modello di business a doppia velocità, da una parte le novità in cartaceo triturate a ritmi magari un po’ meno dissennati, ma comunque rapidi (non perché mi piaccia l’idea, ma perché non vedo le condizioni perché la folle corsa possa rallentare) e dall’altra il digitale, in cui non esistono rese, dove non conta la struttura distributiva né il prestigio del marchio editoriale?

Permettetemi di dire anche una blasfemia, se volete: il digitale imprimerebbe addirittura un passo più lento al consumo librario, in quanto il lettore lì troverebbe ben allineati senza gerarchie tutti i libri di qualche mese prima ancora in bella vista, e magari anche quelli fuori catalogo, titoli cioè che l’editore aveva smesso di pubblicare in cartaceo perché non conveniva più e invece…
Ne ho parlato già un’altra volta, di questa cosa della backlist e se insisito è perché vedo che veramente il libro, o per meglio dire la lettura, la qualità della lettura, può venire salvaguardata proprio grazie al tanto bistrattato digitale.

La mia visione è che un giorno, con il decrescere del prezzo degli ereader, tutti andremo in giro con un libro sotto un braccio e un ereader in tasca: il libro bello fresco di stampa, odoroso e frusciante, frutto del nostro acquisto del momento, il titolo che non vedevamo l’ora di avere tra le mani. Nell’ereader, invece, magari il resto dell’opera dello stesso autore, gli inediti che l’editore non se la sentiva di pubblicare in cartaceo, magari appunti o brevi racconti troppo esigui per sacrificare alberi, editor, tipografi, distributori, camionisti e magazzinieri.
Magari titoli fuori catalogo ormai introvabili, se non grazie alle ripubblicazioni in digitale.

La cosa mi fa venire in mente Italo Calvino,e il suo concetto di velocità, un concetto fatto di leggerezza, di bit, che Calvino vedeva giustamente come il frutto di una tecnologia sempre più sofisticata che avrebbe inciso nella nostra vita in modo tanto impalpabile quanto deciso.
Ecco, paradossalmente con l’ebook e la sua velocità, ubiquità e “leggerezza”, il libro potrebbe invece vivere quel processo di rallentamento, di ferma ac lege di cui tanto avrebbe bisogno, per la sopravvivenza (e la pacifica convivenza) di editori, librari, lettori e autori.
E, soprattutto, del piacere della lettura.

La prima immagine è tratta dal sito http://www.finzionimagazine.it.
La seconda è casa mia. 

P.S.: Ricordo a tutti che d’ora in poi, fino a novembre, attendo domande, osservazioni e suggerimenti per il mio interevento a Librinnovando 2011.

5 thoughts on “idee balzane: e se l’e-book salvasse il cartaceo?

  1. Assolutamente d’accordo! Ventilavo anche io un’opportunità per il digitale, in questa congiuntura doppia: da una parte un mercato bulimico dal lato dell’offerta, dall’altra i lucchetti giuridici della nuova legge sul prezzo dei libri: «Ora come ora la conseguenza primaria è evidente: conviene molto di più vendere ebook che libri di carta, visto che ciascun retailer può applicare le politiche di prezzo (cioè fare gli sconti) che ritiene più opportune. Qualcosa mi dice che assisteremo presto a un proliferare di editori digitali e rivenditori di ebook…»
    http://www.finzionimagazine.it/news/la-legge-e-uguale-per-tutti-come-lo-sconto/

  2. Mah… quelle macchinette aumenteranno a livello esponenziale il numero di titoli a disposizione, riducendo ulteriormente la visibilità di ogni singolo.

    Comunque non sarà l’ebook a uccidere il libro. Sarà la poca appetibilità del prodotto… che in un paese di non lettori come il nostro è molto elevata.
    L’altro giorno, in una libreria, ho sentito una ragazza dire al proprio ragazzo: perché compri quel libro, ci hanno fatto il film, andiamo a vedercelo!😦

  3. Beh, ma che il successo degli ebook significhi automaticamente la fine dei libri di carta non sta scritto da nessuna parte. Una cosa non esclude l’altra e affermare il contrario è solo una presa di posizione strumentale. In my Hubble opinion (a volte uno sguardo da lontano…)
    Bell’articolo Marco.

    • marco ha detto:

      Sir Robin, che piacere quando commenti i miei post!
      Hai ragione, ma la dicotomia digitale-cartaceo e’ di moda in Italia e ogni volta che posso tento di combatterla!🙂

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