là dove il digitale non eguaglia la carta

Va bene l’innovazione, va bene l’entusiasmo della novità digitale, ma a volte penso che la misura sia colma.
Da nativo cartaceo, mi son ben volentieri messo alla prova con l’ebook e, come sa chi frequenta questo blog, ne penso parecchio bene, sebbene abbia dubbi e riserve che solo con il tempo e il perfezionamento tecnologico dei supporti, forse, si dissolveranno.
Però, da nativo cartaceo, sono indissolubilmente legato a particolari gesti e abitudini, a determinati oggetti che trovo insostituibili sotto altre forme. Uno di questi oggetti è il Moleskine.

Io ne ho posseduti e ne possiedo ancora, ma ci scrivo sempre meno frequentemente,  tradendoli, ebbene sì, con il più pratico appunto veloce nello smartphone, che non richiede penna, posizione favorevole e tutto il resto.
Però il Moleskine è il Moleskine, e non mi sognerei mai di trasporlo in digitale, come invece è stato fatto con questa app per iPad che mi ha fatto pensare al piacere che darebbe il sesso virtuale per di più con un modem a 56k di velocità.

Un’altra iniziativa che mi lascia assai perplesso è questa di Touch Press, una casa editrice che, a detta del comunicato stampa, non solo “non produrrà mai un libro cartaceo” (e fin qui, niente di male), ma addirittura promette di rendere obsoleti anche gli ebook (di già?) e per fine aprile ci riserva nientepopodimeno che La terra desolata di Thomas Stearns Eliot in 3D.
Devo dire che pensare di leggere un poema bellissimo come quello di Eliot con gli occhialini, mi fa venir voglia di tornare al pennino e calamaio.

Fedele al mio credo che non prevede monoteismo tecnologico ma piuttosto un fruttuoso binomio cartaceo + digitale, vedo invece benissimo operazioni come quella di Gallucci editore che ha realizzato un libro molto interessante, dal titolo Il libro nero dei colori,  un’idea molto originale dove  il libro si legge non con la vista, ma privilegiando i sensi  troppo spesso negletti dell’olfatto e del tatto.
Un libro per tutti, ipovedenti, bambini e soprattutto i troppo sicuri di sé e della tecnologia.

Infine, se proprio volete disfarvi della vostra biblioteca cartacea e sostituirla con
device digitali, riutilizzate in maniera alternativa i buoni vecchi libri cartacei, che a quanto pare anche da “morti” possono esserci molto utili.
Poi provate a pensare lo stesso con i loro discendenti digitali.

Al massimo, vi verrà fuori un vassoio per due tazzine di caffè.

2 thoughts on “là dove il digitale non eguaglia la carta

  1. Amico mio, siamo nelle terre selvagge, tutti sparano la loro cartuccia sperando che arrivi più lontano di quelle degli altri.
    Per la carta, sperando di non essere preso per talebano della controfazione, credo che dipenda dal bagaglio che abbiamo alle spalle.
    Ho comprato decine di quadernetti, moleskine, ho imbrattato le prime pagine e sono in qualche sportello della casa. Da quando ho scoperto google documents sta tutto lì dentro, man mano che passa il tempo, per me che sono connesso tutto il giorno alla rete, quella è divenuto il mio scrigno dei ricordi, post, racconti, anche il tanto sospirato romanzo.
    Credo che sia una questione di dimensione nella quale sentirci bene.
    Certo diffidiamo di chi ha la pretesa di impressionarci con letture ad occhialini. Il libro è un libro, che procede con calma sotto gli occhi, non un film pieno di botti e immagini frontali.

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