chiacchierate editoriali n. 8 – alberto ibba (verdenero)

Chi credeva (o sperava) che le mie chiacchierate editoriali fossero finite non poteva sapere che in verità dovevano essere ben 10, ma poi per varie ragioni mi ero fermato alla settima. E addirittura questa che ora presento avrebbe dovuto essere la prima, dal momento che era stato proprio l’interlocutore di oggi  a farmi venire l’idea di questa iniziativa. Insomma, non sempre l’ordine delle cose è quello che gli si dà inizialmente, ma l’importante è che ora io sia qui a salutare Alberto Ibba, direttore editoriale (nonché ideatore e creatore) di Verdenero, la fortunata collana di Edizioni Ambiente che dal 2007, anno dei suoi primi titoli, a oggi ha fatto moltissima strada, iniziando quasi in sordina e diventata ben presto un caso editoriale (e non solo, visti gli argomenti di cui tratta e gli autori che ospita).

Alberto è anche un mio grande amico dai tempi dell’università e quindi è con

particolare gioia e orgoglio personale che lo ospito nel mio blog per parlare dell’aspetto digitale di Verdenero, che non è affatto secondario.

– Prima di tutto, due parole su Verdenero, per quei pochissimi che ancora non vi conoscono.

Nasce nel 2007 da un’intuizione. Riuscire a portare ad un pubblico più ampio di lettori le denunce raccolte ogni anno nel Rapporto Ecomafia redatto da Legambiente. Per farlo ci siamo rivolti agli scrittori e a ciascuno (soprattutto all’inizio) abbiamo dato una storia vera da raccontare.

– Verdenero ha una presenza nel web piuttosto marcata: oltre al sito e al bel blog siete su facebook, myspace, youtube (spazio che consiglio vivamente di visitare), addirittura flickr. Tutto, a quanto mi sembra di aver capito, costruito gradatamente, quindi passi meditati e non improvvisati. Posso chiederti perché, come e da quali presupposti nasce questa vostra presenza “digitale”?

Perché VN è un’esperienza editoriale ad alta vocazione sociale e impegno politico. Dunque per eccellenza un’esperienza che ha bisogno di creare e di essere “in rete”. Oggi credo sia impossibile prescindere dal digitale per farsi conoscere ma anche per respirare aria nuova, fresca, vitale. Alla Rete dai, ma soprattutto apprendi. Ciò che molti anni fa si faceva inserendo una cartolina-test all’interno dei libri oggi lo puoi fare con un semplice click. Fantastico.

– E che risultati ha avuto e sta avendo?

Molti e su diversi fronti. Sul piano dei contatti se sommiamo sito, blog, facebook, myspace, anobii, twitter, youtube ecc. abbiamo superato i ventimila utenti. Sul piano delle vendite on line abbiamo raggiunto il 10% del fatturato, il che equivale ad un canale in più e con costi molto più bassi.

– A questo punto, credo coerentemente con quanto fate nel web, siete nel gruppo di piccoli-medi editori che ha subito aderito al progetto di Bookrepublic per mettere in vendita qualche vostro titolo in formato digitale. Posso chiederti se la decisione è stata “sofferta” o meno, e cosa soprattutto vi ha spinto farlo?

Non direi sofferta, anzi. Diciamo ancora un po’ timida, anche se stiamo lavorando parecchio sul progetto e-book. Timida perché in Italia è una voce ancora non significativa, tuttavia ci stiamo lavorando perché sarà inevitabile che il mercato virerà in quella direzione.

– Su cosa si basa la scelta dei titoli che date in versione digitale? Sono protetti da DRM?

Stiamo sperimentando sia narrativa che saggistica di consumo. Abbiamo iniziato con temi che potessero attirare l’attenzione di un pubblico di forti lettori. Alcuni sono protetti altri invece, in accordo con gli autori, no.

– Avete già qualche riscontro sulle vendite dei vostri ebook?

Diciamo che abbiamo venduto un centinaio di copie. Un risultato ancora non significativo ma, se devo dire la verità, alla vigilia avrei detto molto meno.

– Preparate qualcosa per il futuro, in questo ambito? (ampliamento del catalogo in digitale, versioni su altri formati supportati dal Kindle, per esempio)

Sì, stiamo esattamente lavorando in tutte queste direzioni, prendendo accordi, facendo incontri e cercando di capire come concepire sin dall’inizio dei libri adatti alla multimedialità. Credo che il nostro vero anno di lancio sarà il 2012.

– Da “homo editorialis” che conta diversi lustri di esperienza (non dico affatto che sei vecchio, anche perché siamo coetanei), come vivi questo momento a dir poco epocale dell’editoria? Credi nel libro digitale? E quali sono secondo te gli scenari più plausibili?

Mah, io sono francamente un entusiasta. Credo che allarmismi o catastrofismi siano fuori luogo. La carta rimarrà, non sarà quello il problema; piuttosto, verrà completamente rivoluzionata la filiera produttiva e dunque dei consumi e, vista la situazione del mercato attuale, mi pare solo un bene.

Le altre “chiacchierate editoriali” (in ordine cronologico): con Fabio Brivio (Apogeo), con Giuseppe Granieri (40k), con Carlotta Borasio (Las Vegas Edizioni), con Marco Ferrario (BookRepublic), con Spiros Coutsoucos (readme), Antonio Tombolini (Simplicissimus), Marco Giacomello (Kindleitalia.com)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...