altri appunti da IF BOOK THEN

Il mio inviato speciale è tornato da Milano, ha sistemato gli appunti e inizia a mandarmi il materiale, corredato anche da belle foto. La prima parte riguarda i quattro relatori della mattinata di cui avevo in parte anticipato anch’ io a grandi linee gli interventi. Prima però delle note su IF BOOK THEN, segnalo un paio di link che mi sembrano interessanti e che in parte si riagganciano un po’ al discorso di Peter Brantley e in parte si inseriscono nell’ormai quasi quotidiana querelle cartaceo vs. digitale.  Nel primo si parla del rischio che chi legge ebook di Amazon usando l’app di Kindle per iPad, iPhone o altri device veda la sua “vasta biblioteca” digitale in pericolo di sopravvivenza. Interessanti anche i commenti, soprattutto come testimonianza di quella user’s experience di cui si è anche parlato a Milano. Nel secondo si affronta la questione che non siamo i veri possessori di un libro digitale, con tutto quel che ne consegue. Si conclude però dicendo che il digitale non è il futuro, ma il presente e gli editori se ne devono fare una ragione. Parole e concetti che sono riecheggiati anche a Milano, e Luca Albani ce lo racconta così:

Si respira un bel clima all’evento organizzato da Bookrepublic, la sala del hotel di via Tortona 37 forse non è al completo ma le sedie colorate vuote sono molto poche. Sony è presente con i suoi reader, gli invitati internazionali presenti chiacchierano tranquillamente con gli italiani che hanno tutto da guadagnare a capire cos’è l’editoria elettronica, come si sta muovendo il mercato statunitense e quello europeo in particolare. C’è curiosità e attenzione da parte dei rappresentanti del panorama editoriale del nostro Paese, è tempo di ascoltare e ragionare intorno a un modo diverso di fare editoria.

Henning Fischer, (Adaptive Path): Readers aren’t users

Ripensare alla comunicazione: cosa sta avvenendo? Si sta chiedendo alle persone di imparare qualcosa di nuovo. Da sempre poi apprendere è condividere; tuttavia non così semplice farlo con l’editoria elettronica: come fai a prestare/regalare un ebook?Altri problemi da risolvere, sebbene lettori come il Kindle siano adatti a romanzi e racconti ha ancora dei limiti per consultare materiale tecnico o saggi complessi. Un paragone: Kindle/paperbook – iPad/hardbook (!). Oggetti nuovi non sostituiscono oggetti vecchi, convivono.
Interviste a consumatori di ebook. Si lamentano per la modalità d’acquisto… “Mi avete solo reso la vita più difficile”. Diritti digitali e aree geografiche differenti: problema. Il prezzo degli ebook: problema. Pubblicità negli ebook, se serve ad abbassare i prezzi, perché no? Opportunità rappresentate dagli ebook: aumento dei lettori e dei titoli letti. Il web dovrebbe diventare una sorta di propria biblioteca personale. Consigli agli editori: risolvete la questione dei diritti, rendete l’esperienza di utilizzo più semplice possibile e più accattivante. Importante: come vivere l’esperienza rappresentata dalla visita in libreria ma digitalmente?

Peter Brantley, (BookServer Project, Internet Archive): Save this book: posterity’s challenge

In estrema sintesi: è importante che gli editori si preoccupino del futuro dei loro prodotti (e i consumatori di quelli che hanno acquistato) e data la loro complessità (un ebook non è un insieme di fogli di carta ma raccoglie informazioni variegate – video, audio…) anche di come conservarli. Brantley, grazie al suo proposito di creare un’enorme biblioteca digitale accessibile gratuitamente, è vent’anni avanti per tentare di venire a capo della conservazione della conoscenza del XXI secolo.

Mike Shatzkin, (The Idea Logical Company): Digital change in publishing: lessons learned in the US

Mi potete dare qualcosa da leggere su un supporto portatile? Su un apparecchio che posso mettere in tasca e dove archiviare anche più titoli alla volta? Il peso fisico dei libri, ecco di cosa stiamo parlando; negli Stati Uniti gli ebook hanno dato una risposta a queste domande. Ricordo che negli anni Novanta – ma anche nel 2005 – c’era penuria di titoli. Nel 2007 il Palm dominava l’1% del mercato, principe in un contesto troppo piccolo. Novembre dello stesso anno, arriva il Kindle: 40.000/50.000 titoli, poi più di centomila. Acquisto diretto sul device unito alla “forza” di Amazon ovviamente con i suoi milioni di lettori di libri tradizionali. E non scordiamoci il prezzo. Il prezzo di un ebook era molto più basso di quello di un libro cartaceo. Ricordate la guerra tra gli editori e Amazon? Sapete cosa? Il prezzo è molto, molto importante. Il prezzo deve essere considerato “giusto”. Negli Stati Uniti c’è una differenza di 10$ tra i libri e gli ebook… Ken Follett allora lo acquisti nella versione digitale. Amazon ha capito che quando un cliente compra un Kindle acquista in seguito molti più libri (tradizionali ed eelettronici).

Esperienza di Shatzkin che come avrete capito elegge la portabilità degli ebook a valore irrinunciabile: in questo momento ha dato alla moglie il suo Kindle e per passaggi successivi è passato ad utilizzare l’iPhone per leggere grazie all’applicazione di Kindle. “E così posso leggere un libro in contemporanea con mia moglie”. I tre player che domineranno questo inizio di secolo: Amazon, Apple e Google (Shatzkin cita Kobo e Sony, per chi non vuole la soluzione “americana”).

Le grandi catene di librerie hanno sbagliato strategia, “i vostri negozi ne vedranno di belle” afferma. Se volete catturare il mercato degli ebook in Italia dovete pensare a prodotti in più lingue, dovete sbarcare sul mercato globale con il vostro “locale”. L’ambizione dei tre grandi giocatori è infatti di controllare il più possibile il mercato non facendo prigionieri.
Servono nuovi contenuti o vecchi prodotti vestiti meglio. Se siete dei retailer è necessario avere libri multilingua e far sì che siano multipiattaforma, che abbiano, dizionari, possibilità di prendere note ecc. Non tutti i lettori di ebook fanno uso di feature complesse, anzi. Tuttavia fare l’orecchia a un libro digitale, sottolineare e così via è fondamentale. Puntare sul locale, ovvero offrire ciò che difficilmente Amazon, Google e Apple potranno avere: guide al territorio, studi delle università, progetti dei comuni ecc. Non dovete aspettare, non dovete perdere tempo.
Se siete editori avete un compito, dovete pensare al vostro mercato e non pensate che sia piccolo. Avete pensato ad esempio a quante persone che leggono in italiano negli Stati Uniti? Vendete i contenuti nella vostra lingua in tutto il mondo. Non concentratevi solo sul libro stampato. Non bloccate il cambiamento. Quali prodotti possono essere migliorati e diventare un ebook? Se bloccate il mercato i lettori inizieranno a leggere in inglese piuttosto (senza considerare che ci sono già tanti titoli in italiano). Ricordatevi che le grandi aziende saranno potentissime anche sui vostri mercati. Sfruttate la vostra proprietà intellettuale. Edizioni bilingue, provateci, piuttosto che aggiungere contenuti agli ebook (!). Agite “glocal”.
Prezzo, tempestività di pubblicazione, aggiornamenti, armi per riuscire a reggere la concorrenza. “Credo che prima della fine della mia vita vedrò chiudere la maggior parte delle piccole librerie (quelle sotto casa), tra quindici anni si saranno di sicuro ridotte a un quarto delle attuali. Comincerà a capitare anche da voi…”.

Alessandro Piperno: The role of the writer in digital age

Esperienza d’uso: ancora limitata, ha ricevuto un reader in regalo a Natale. Riguardo agli ebook di sicuro ne vede l’utilità per ciò che riguarda la sua professione di docente universitario (ricerche, saggi, facilità di reperire le fonti ecc.). Piperno si sente invece uno scrittore non legato alla tecnologia che pervade il secolo in cui vive. Rispetto al suo modo di scrivere non vede ricadute del digitale nel suo modo di comporre le storie che narra.
Social network, attenzione verso il proprio pubblico sempre più attivo grazie a Internet: uno scrittore ha “il diritto di infischiarsene dei lettori, di fare lo scrittore; non credo debba interessarmi a quali sono i gusti del pubblico, a questo deve pensare l’editore”. Intervento di Luca Masali, raccontare storie pensate per gli ebook, cosa ne pensa Piperno? “C’è un rischio che questo nuovo mezzo possa un po’ mutare anche i nostri libri in futuro”.

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