editoria sempre, digitale chissà (e altre buone notizie)

Tempo fa, in uno dei miei primi post, descrivevo il mestiere di redattore editoriale, che poi è il mio – per quanto faccia anche altro, prima, durante e dopo – e devo dire che fa oltremodo piacere, in un periodo di incertezze, lavorative e non, scoprire che anche nell’ancora nebulosa dimensione digitale, la redazione resterà il fulcro di qualsiasi casa editrice, una sorta di motore immobile che avrà sempre un ruolo importante anche quando molti libri non saranno più libri ma “progetti”, apps o come mai li si chiamerà. Lo conferma anche un post di Kassia Kroszer su booksquare che avevo letto già ai tempi (è di settembre) e che Letizia Sechi ha meritoriamente tradotto e riproposto sul blog di If book then. A proposito di If book Then, chiunque sia interessato a partecipare a questo primo grande evento dell’editoria digitale in Italia (3 febbraio, Milano)  può approfittare fino al 14 gennaio di Early Bird, l’opzione che dà diritto ad uno sconto del 40% sulla quota di partecipazione (210 €+iva invece di 350 €).

Se poi volete rimanere a Milano anche il giorno seguente direi che ne vale proprio la pena, visto che Peter Brantley, direttore del BookServer Project di Internet Archive e co-fondatore della Open Book Alliance, sarà il primo ospite dell’anno di Meet the Media Guru, l’appuntamento dedicato alla cultura digitale.

A proposito di guru dell’editoria digitale e di If Book Then, segnalo volentieri l’intervista in due parti che Carlo Annese nel suo bel blog L’età del vetro fa a Richard Nash, uno degli ospiti alla kermesse di Milano. Nash è uno dei più importanti editori americani indipendenti che Chris Anderson, direttore di Wired, ha definito senza mezzi termini “un genio” (e chi ha letto il suo La coda lunga lo sa).

Oggi un argomento si concatena all’altro e quello di Carlo Annese è proprio uno dei blog da me prescelti per il Sunshine Award, di cui a mia volta sono stato fregiato da Angelo Ricci che ringrazio davvero per l’inatteso riconoscimento. Che cos’è il Sunshine Award? In pratica si tratta di una sorta di passaparola tra blog che si occupano di libri per amplificare la nostra voce e allo stesso tempo rafforzare legami e intesserne di nuovi. Insomma, puro spirito web 2.0, che a me piace molto. Il Sunshine Award, come tutti i premi che si rispettino, ha le sue regole, che sono poche e chiare:

-ringraziare coloro che ci hanno premiato
-scrivere un post per il premio
-passarlo a 12 blog che riteniamo meritevoli
-inserire il link di ciascuno dei blog che abbiamo premiato
-dirlo ai premiati

Dopo aver di nuovo sinceramente ringraziato Angelo Ricci, non mi resta quindi che segnalare i 12 blog vincitori del mio Sunshine Award, che sono:

Notte di nebbia in pianura
Come la carta
Baionette librarie
Pianetaebook
L’età del vetro
Libri su libri
Booksblog
Finzioni magazine
Pura lana di vetro
I libri sono viaggi
Who’s the reader?
Fogli sparsi

Nel frattempo scopro di aver ricevuto il Sunshine Award anche da libri su libri e in between words, e doverosamente ringrazio. Per un blog “giovane” come il mio è sicuramente una bella soddisfazione. Un grazie sincero a tutti.

2 thoughts on “editoria sempre, digitale chissà (e altre buone notizie)

    • marco ha detto:

      Grazie Matteo, credimi se ti dico che per me la cosa è tanto gradita quanto inattesa, soprattutto perché il blog è ancora “giovane”.

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