un po’ di cose sul kindle 3

Vedo che sempre più persone raggiungono questo blog attraverso chiavi di ricerca in cui è nominato il kindle. Evidentemente la congiunzione astrale vacanze di Natale-Amazon in Italia-buzz costante sull’ebook sta iniziando a destare interesse sul possibile acquisto di un eReader da cui cominciare il meraviglioso viaggio nel mondo del libro digitale.

Dal momento che io il Kindle 3 ce l’ho ormai da qualche mese (e da quando lo possiedo non me ne sono mai staccato), posso dire due o tre cose su di lui. Ne ho già scritto in passato, ma ora sono in grado di darne una valutazione più concreta, meno emotiva e penso abbastanza obbiettiva.

Aspetti negativi
Cominicio con questi, perché mi sembrano non solo importanti, ma se li ritenete essenziali per il vostro eventuale acquisto, vi risparmiate il tempo di continuare a leggere, visto che niente più saprebbe convincervi del contrario.

Percorrere i libro “a salti” è difficile. Con il libro cartaceo non è un problema tornare indietro, per esempio, di dieci pagine, rileggersi una cosa letta all’inizio, saltare da un punto all’altro del libro, sbirciare l’indice, controllare quanto manca alla fine del capitolo. Ecco, son tutte cose che con l’eReader sono non impossibili, ma a volte molto complicate e rischi di perderci tempo e pazienza. Certo, c’è la funzione “cerca parole”, con un tasto puoi andare da un capitolo all’altro, ma non è questo che intendo, e chi legge libri con assiduità lo sa. Direi cosa piuttosto seccante e, per ora, non risolta.

Se privilegiate la grafica (font compresi) al contenuto, lasciate perdere. A parte le caratteristiche squisitamente cartacee che irrimediabilmente vanno perdute (tipo di carta, font e impaginazioni di un certo stile e gusto), la lettura su un dispositivo e-Ink come il Kindle (e anche Nook, Cybook e tutti gli eReader con questa tecnologia) è alquanto spartana. Come ho già detto e ripetuto, sono dispositivi per lettori forti, che badano al contenuto e una volta immersi nella lettura dimenticano il contenitore; lettori che in epoca di libri digitali e enhanced “si accontentano” (si fa per dire) del puro testo e concepiscono la lettura come un qualcosa di continuo e non passibile di interruzioni quali video, link esterni, social network e tutto ciò che, per dire, permettono di avere l’iPad e i suoi confratelli.

Per quanto riguarda specificamente il Kindle, non legge il formato .ePub, ormai standard quasi universale. Se non ci fossero di mezzo i DRM chiusi , il problema sarebbe facilmente aggirabile convertendo il testo in .mobi (il formato proprietario di Amazon) con un programmino chiamato Calibre, altrimenti nisba. Ora che però è arrivato Amazon in Italia, credo che tra poco non ne avremo più bisogno.

Aspetti positivi
Forse basterebbe la semplice constatazione che in tre mesi di Kindle mi sono procurato (gratis – ma, sottolineo, perché autorizzati ad essere tali – o a pagamento) 20 nuovi libri, ho scaricato 9 riviste o documenti forniti in formato digitale e ho potuto leggermi non so quante decine di testi per il mio aggiornamento personale scaricati da siti web grazie a instapaper. Nell’epoca pre-Kindle tutto ciò sarebbe stato certo possibile, ma molto meno agevole per varie ragioni:

prezzo dei libri cartacei (se poi uno abita all’estero come me, sa bene quanto costa farsi spedire un testo cartaceo) e non disponibilità degli stessi in forma gratuita;

tempo impiegato per scaricare, salvare e stampare tutte le cose che mi interessano, senza parlare dell’ingombro e della poca praticità di gestire scartoffie nei vari mezzi di trasporto, aerei compresi;

– possibilità di andare in giro con un numero potenzialmente infinito di libri e documenti, tutti contenuti in un dispositivo sottile e leggero. Ciò mi permette di iniziare a studiare un documento di lavoro e, quando sono stanco, di andarmi a leggere a quel romanzo o quel saggio che mi sono portato (o ambedue, se nel frattempo ho finito uno di essi). E spesso una frase o un capitolo mi ricorda un altro passo letto altrove che, ovviamente, posso avere sottomano per fare confronti, prendere appunti (ed averli tutti in ordine e reperibili con un semplice clic, cosa che per un disordinato come me è semplicemente miracoloso);

Altri vantaggi, non secondari:

– Se avete un Kindle Wi fi (120 euro circa), basta cercare un Wi fi hotspot per comprarvi ebook da scaricare direttamente nel vostro dispositivo. Se invece acqistate il Kindle 3G, lo potete fare ovunque e comunque, visto che la connessione alla rete nazionale italiana è pagata da Amazon, che per questo servizio chiede quei 50 dollari (30 euro) in più agli acquirenti.

– la possibilità di ingrandire il testo: sembra una cosa da ipovedenti o da anzianotti, ma vi assicuro che quando la luce è scarsa e non avete altre fonti luminose (perché, ripeto, questi eReader non hanno lo schermo retroilluminato e quindi la lettura NON è stancante per la vista), poter ingrandire il testo è di una comodità notevole.

– la possibilità di leggere in altre lingue; da quando ho il Kindle leggo molti più articoli e testi in inglese, grazie al dizionario Oxford incorporato nel dispositivo. Basta andare con il cursore accanto alla parola sconosciuta che subito ne avrete sotto la definizione. Sempre in inglese, ovvio, ma è possibile scaricare i dizionari che  preferite, come ci insegna bene lo Sciamano nel suo blog.

Ci sarebbero altre funzioni meritevoli di nota, ma non voglio tediarvi, preferendo rimandare a due articoli (anche se indubbiamente di parte) apparsi recentemente. Sono in inglese, avverto.

In sostanza io, lettore assolutamente e tipicamente cartaceo prima del Kindle (ebbene sì, ero e rimango uno di quelli che annusa i libri e potrei dirvi di che editore si tratta solo all’olfatto), ora uso molto questa strana tavoletta che mi ha da subito conquistato: ho comprato un notevole quantitativo di ebook con una cifra che sarebbe bastata a malapena per due-tre loro corrispettivi cartacei; ho potuto aggiornarmi molto più in fretta e in maniera efficace scaricando testi dalla rete e consultarli direttamente sul dispositivo, prendendo appunti senza bisogno di penne e posizioni e condizioni adatte per farlo (si digita sulla tastiera del Kindle in piedi, sdraiati, seduti e sballottati dai mezzi pubblici); sto riprendendo confidenza con il mio inglese arrugginito che sono tornato a coltivare non dovendo portarmi appresso voluminosi dizionari.

Se tutto questo è abbastanza per regalarvi o regalare un Kindle, andate su Amazon USA e ordinatelo. Dovrete aspettare un po’, visto che sembra che a Natale siano oberati dagli ordini, ma ne vale la pena. Devo dire poi, per esperienza diretta, che il servizio clienti di Amazon è efficiente e e puntuale. Tutto ciò, beninteso, finché Amazon Italia non deciderà di vendere il Kindle direttamente dal Belpaese.

P.S.
Tengo a dire che Amazon non mi paga per tutto ciò, ma lo dico solo perché sono un utente soddisfatto del Kindle. Sono sicuro che anche molti altri eReader in circolazione presentano gli stessi vantaggi (e svantaggi), quindi vorrei che tutto questo discorso fosse interpretato come una orazion picciola sui dispostivi ereader a tecnologia e-Ink nel loro complesso.

7 thoughts on “un po’ di cose sul kindle 3

  1. Questa cosa delle “orecchie”, la scorsa estate, mi ha fatto riflettere molto… Assistendo ad una conferenza alla quale partecipavano alcuni editori importanti ed alcuni “tecnici”: questi ultimi spiegavano cosa fosse un ebook reader, cosa può fare, perchè è un oggetto rivoluzionario, il testo elettronico, la biblioteca infinita, gli indubbi vantaggi ambientali, la disponibilità senza limiti nè di tempo nè di magazzino di un titolo, i progressi ottimi in termini di “somiglianza con la carta (Roncaglia direbbe “mimesi”), il prezzo, etc…
    (Pubblico abbastanza avanti con gli anni, ma neanche troppo).
    Non appena la parola passa all’editore “sgamato” questi esordisce con: “Va bene. Ma con l’ebook non posso fare l'”orecchietta”.”
    Quaranta minuti di applauso in piedi di tutto il pubblico estasiato. Occhi che si cercavano annuendo vicendevolmente.
    Giuro che è andata così🙂

    • marco ha detto:

      Daniel, grazie per il bel link che mi segnali. Sì, in effetti questo è un argomento delicato, in quanto le tecnologie passano in fretta e ciò che è stato però salvato in un formato può divenire illeggibile una volta che quel formato diventa desueto. Sono però altrettanto convinto che dopo un primo periodo in cui in effetti questo problema c’è stato, ora il mondo digitale ha messo in atto degli anticorpi per scongiurare un’eventualità simile.
      E comunque rimarrà pur sempre, in parallelo, il supporto cartaceo a salvaguardare il testo!🙂

  2. Antonella ha detto:

    Anch’io sono una neofita del Kindle, da un mese circa, e ieri, parlandone con un amico, ho espresso sulla fantastica tavoletta esattamente gli stessi pregi e difetti che nomini tu. Sto leggendo su Kindle “Il cimitero di praga”, convertito da un pdf che mi hanno inviato non so quanto lecito, e devo dire che, a parte l’impaginazione, che lascia a desiderare, ma alla quale non faccio caso più di tanto e che potrebbe derivare dalla “fonte”, il problema principale è proprio nel tornare indietro e cercare i passaggi già letti, che in un libro denso come quello di Eco sono fondamentali. Il rischio è di perdere dei rimandi importanti. Altra cosa che mi crea problemi è la mancanza del numero di pagina corrispondente all’edizione cartacea. penso a chi deve scrivere un articolo, o una tesi, citando le pagine di riferimento di una determinata edizione: se parte dalla lettura su kindle, o su qualsiasi altro device, son dolori, perché per le note siamo ancora fermi al mondo della carta, e la mancanza della stessa impaginazione diventa un problema serio. Per il resto sono soddisfattissima, e ho sempre il kindle con me. l’ho sperimentato anche come guida turistica: se viaggi è fantastico, se ti siedi in un caffè con la connessione wi-fi e hai voglia di farti un giro magari anche solo scaricandoti i samples di ciò che vorresti leggere da amazon anche. Devo dire che in Italia, soprattutto in certe zone, trovare le aree wi-fi non è ancora così facile, ma ce la si fa comunque🙂

    • marco ha detto:

      Antonella, in base alla mia esperienza posso consigliarti di lasciare un “bookmark” (le cartacee “orecchiette”) quando trovi passaggi di una certa valenza, perché la ricerca delle annotazioni e dei bookmark è molto più semplice. Ammesso che in un documento come quello che dici sia possibile (quando sono troppo “contraffatti” ho visto che non è possibile).

      P.S.: Ho visto che sei editorial manager in BOL. Significa che gli ebook Mondadori, “grazie” al DRM Adobe tu con il Kindle non li puoi leggere, o sbaglio?😉 Convinci i tuoi superiori a mollarlo, ti prego.

      • Antonella ha detto:

        eheh, i DRM. dipendesse da me…🙂 comunque sono convinta che sia solo questione di tempo. per quanto riguarda i bookmark li uso, ma lo sai, non è proprio come segnare un passaggio su carta. io sono una convinta assertrice del fatto che ci siano letture e letture, e in base ad esse si possano scegliere supporti diversi: l’ebook è un modo in più, non l’unica alternativa. Forse quest’ultimo libro di Eco sulla carta si egge meglio, ma, essendo in questo periodo spesso in viaggio, non mi manca affatto il peso del volumone nella borsa (tra l’altro, non sono ancora a metà, ma il contenuto è già abbastanza pesante di suo…9

      • marco ha detto:

        Eh, lo so che il libro di Eco voluminoso. Quando ero a Roma per lavoro ho visto nella metro una signora che lo leggeva, reggendolo a stento con una mano. L’ho immaginata con un ereader, molto pi comoda😉 A parte gli scherzi, per chi viaggia i vantaggi appaiono pi evidenti e per il resto un percorso parallelo al cartaceo, a seconda delle esigenze che si hanno. E se, come nel mio caso, contribuisce a leggere di pi, non vedo il motivo di avversarlo.

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