chiacchierate editoriali n. 5 – incontro con spiro coutsoucos (readme)

Nome greco ma accento inconfondibilmente meneghino, Spiros
Coutsoucos è un nome conosciuto per chi bazzica l’editoria italiana: sei anni in Mondadori scuola, nove in Rizzoli e RCS, Spiros si è progressivamente specializzato in contenuti digitali, IT e CMS (Content Management System) argomenti sui quali tiene anche seminari e corsi di aggiornamento. Ora è uno dei soci di read-me, un nuovo bookstore per e-book e distribuzione di contenuti digitali.
Approfitto della sua competenza e disponibilità per fare con lui una chiacchierata  davvero a 360 gradi sull’editoria digitale del presente e quella che potrebbe essere l’editoria del futuro.

– Prima di tutto che cos’è read-me, quando e come nasce l’idea e perché.

read-me nasce a gennaio di quest’anno con la voglia di affiancare il mondo dell’editoria nella transizione senza traumi al digitale – e con le competenze e gli strumenti per farlo. Con questo intento abbiamo costruito la piattaforma readmelibri.com, ora in fase di beta testing, che sarà aperta al pubblico tra qualche settimana.

– Si fa un gran parlare in questo periodo di prezzo degli ebook, DRM, formati e devices; tu che opinione hai a riguardo?

Sul tema prezzi seguo con grande attenzione l’evolversi dell’ offerta sui canali piú importanti (Amazon ed Apple Store) e su quelli nuovi che stanno aprendo in Italia.
Su Amazon siamo passati da una fase iniziale di dumping a una fase più matura dove talvolta il prezzo della versione digitale è più alto di quella a stampa. Ho recentemente analizzato a fondo un campione di titoli (illustrati e manuali mass market) e ne ho dedotto che il prezzo del digitale é posizionato al 25% della versione hard-cover e all’80% della versione paperback. Quindi se il paperback va in offerta….
Su Apple Store si sta configurando un mercato dove i prezzi del digitale (parlo di libri o di apps affini al campione precedente) sono
mediamente piú bassi che su Amazon di un 25%.
In italia infine c’è un orientamento generico dell’offerta che va verso il 60% del prezzo a stampa (50+ Iva) – ma è davvero troppo presto per parlare di mercato.
Sul tema formati finalmente molti editori si sono accorti che il mitico ePub – che scardina la logica della pagina e torna agli ipertesti di venti anni fa – ė vantaggioso o meglio ha costi sensati per le narrative e per chi deve assolutamente pubblicare su schermi piccoli. Il Pdf e i suoi derivati sono tutt’altro che morti e funzionano più che ragionevolmente sugli schermi dai 9 pollici in su (l’ iPad per intendersi). E comunque la si veda, la domanda dal basso di Pdf è massiccia: da mesi ė costantemente nella classifica delle app piú vendute su Apple Store. Poi certo c’è il tema dell’ evoluzione verso il Pdf interattivo, su cui molti editori stanno lavorando…
Sul tema DRM l’approccio più sensato ad oggi mi sembra quello di consentire download parziali con watermarking, certo qui la variabile della tipologia di prodotto editoriale pesa molto. Ma in linea generale bisognerà “misurare” la pirateria minore e fare i conti economici tenendone conto, come oggi si tiene conto, in alcuni segmenti editoriali, del mercato dell’ usato…

– Quali sono secondo te le prospettive e soprattutto le criticità per un pieno sviluppo e diffusione del libro digitale? C’è un campo in cui vedi il digitale privilegiato rispetto al cartaceo?

Negli Stati Uniti siamo arrivati a un’incidenza del 9% del digitale sul totale del mass market, e al 25% nel professionale (dati comunicati dai maggiori player all’ultima fiera di Francoforte). Se qualcuno oggi azzarda numeri sui mercati europei mente spudoratamente, perchè siamo tutti all’anno zero. In editoria si è più volte dimostrato che quel che vale in un Paese non sempre vale nel Paese vicino (vedi per esempio l’abissale distanza fra l’Italia e la Francia) – figuriamoci tra due continenti.

– Si dice che molte professioni con il tempo spariranno. Ma sarà così o dovranno sforzarsi piuttosto di adattarsi al nuovo “habitat”? Quali sono secondo te quelle più a “rischio estinzione”?

Non credo proprio che la produzione a stampa sia destinata a sparire. Questa è una favoletta che sento raccontare da vent’anni. Sparirà (come negli ultimi vent’anni) solo chi dirà “io ho sempre fatto così – non cambio”. Vedo piuttosto grandi opportunità per chi vuole adeguarsi e anche per nuove professionalità che stanno emergendo in prepress, in redazione, in progettazione editoriale. Poi, certamente, ci sono alcuni segmenti dell’editoria dove il digitale “cannibalizza” di più, soprattutto se l’editore non è attento a come gestire il trinomio stampa – web – e-reader.

– Domanda finale, che faccio a tutti: perché dovremmo leggere un libro digitale piuttosto che un cartaceo?

Dovremmo tutti fare un monumento ai geniali produttori del video diffuso su youtube Book – un producto revolucionario, che molti hanno preso per uno scherzo, ma che contiene profonde verità. E’ tutto da dimostrare che sia più comodo, funzionale e piacevole leggere un romanzo su un e-reader piuttosto che a stampa. Il vero valore aggiunto del digitale rispetto alla carta sta nello sfruttamento delle funzioni di ricerca full text, nelle potenzialità di condivisione dei commenti, nell’ integrazione di altri media in pagina, quando tutto questo ha un senso per il lettore.

Le precedenti “chiacchierate”: con Marco Ferrario (Bookrepublic), con Carlotta Borasio (Las Vegas edizioni), con Giuseppe Granieri (40k), con Fabio Brivio (apogeo).

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