chiacchierate editoriali n.4 – incontro con marco ferrario (bookrepublic)

Quarta chiacchierata editoriale in compagnia oggi di Marco Ferrario, uno degli artefici di BookRepublic che, per chi non lo sapesse, è una piattaforma di distribuzione e store online di ebook, tra le primissime comparse in Italia.
Marco Ferrario vanta una grande esperienza nel mondo dell’editoria (16 anni in Mondadori, tra le mansioni ricoperte quella di Direttore generale di Harlequin – di cui è attualmente vicepresidente – e Amministratore delegato di Sperling & Kupfer), esperienza che traspare in modo evidente nei suoi progetti nel digitale: la società DigitPUB e le sue “costole” BookRepublic e 40k.
Visto che di 40k ne abbiamo già parlato con il suo direttore editoriale Giuseppe Granieri, in questa chiacchierata con Marco Ferrario vorrei spostare il baricentro della discussione proprio su BookRepublic, perché mi sembra assolutamente un progetto su cui vale la pena spendere più di qualche riga.

– In breve, quando, come e perché nasce Bookrepublic.

Bookrepublic nasce da alcune chiacchierate con Emilia Lodigiani, Marco Cassini, Luca Formenton, Vittorio Bo e altri editori interessati all’idea che nel digitale potesse nascere una distribuzione dove tutti gli editori indipendenti fossero rappresentati e avessero alcuni privilegi rispetto ai grandi editori. L’idea che nel digitale questi editori non dovessero passare attraverso il collo di bottiglia di una distribuzione controllata dai grandi editori, come accade per l’accesso alle librerie fisiche. La libreria online bookrepublic risponde a questa stessa filosofia: ogni editore, autore e titolo deve avere uguale visibilità. Una volta presa la decisione di esserci, ci siamo imposti di essere solo digitali, molto rapidi e il più possibile vicini alla rete.

– Un primo, seppur ovviamente parziale bilancio della vostra esperienza. Puoi dirmi già di qualche sviluppo futuro?

Il bilancio della prima fase (kick off, terminato con Francoforte) è molto positivo: siamo stati tra i primi a uscire, abbiamo aggregato circa 70 tra i migliori editori indipendenti in Italia con circa 1000 titoli, abbiamo in vendita sulla nostra libreria tutti i titoli al momento disponibili, abbiamo avuto una buona visibilità e ci siamo posizionati con un’identità che è molto vicina a quella che vogliamo costruire.
La seconda fase, nella quale abbiamo cominciato a misurarci per davvero con la concorrenza sia dei distributori che delle librerie online, ci sta dicendo quanto contiamo in termini di quota di mercato e posso solo dire che i risultati di questi primi venti giorni sono davvero buoni; la verità è che nessun risultato ha un senso fino alla prossima primavera, quando il mercato comincerà ad avere dimensione, fisionomia e struttura.
Sembrerebbe che i lettori che frequentano bookrepublic siano “alti”, in quanto gli acquisti sia di narrativa che di saggistica sono da lettori forti: questo sarebbe un ottimo risultato.
A partire dai prossimi giorni apporteremo diverse modifiche allo store: sono da poco state attivate nuove categorie di suddivisione del catalogo che consentiranno una migliore navigazione e una più facile reperibilità dei titoli, e il prossimo passo sarà l’introduzione delle homepage di categoria con relative classifiche; infine, oltre ad arricchire le schede libro con molte più informazioni, introdurremo il .mobi (il formato supportato dal Kindle, ndr – ed esultanza interiore del sottoscritto, portatore sano dell’eReader di Amazon).
Il passo successivo sarà quello di allargare il numero di librerie online collegate alla nostra piattaforma di distribuzione e, nel frattempo, cercheremo di soddisfare al meglio le numerose richieste di formazione, sulla produzione e sul marketing, che ci sono giunte. A tal proposito, abbiamo attivato un blog in cui si possono trovare tutte le informazioni – calendario, modalità d’iscrizione e costi – dei corsi destinati agli editori.
Inoltre, e questa è un’anteprima, stiamo lavorando a un evento internazionale: If Book, Then che si svolgerà il 4 febbraio 2011 a Milano. Presto forniremo maggiori dettagli, per questo vi consiglio di continuare a seguirci.

– Negli ultimi post del vostro blog dite che i neoentrati titoli Mondadori non hanno “cannibalizzato” quelli degli editori indipendenti: quanto secondo te influiscono su ciò a) il prezzo b) il DRM? Come pensi si evolverà la situazione relativamente a questi due fattori?

In realtà, credo che il motivo per cui l’ingresso di Mondadori e poi di RCS, Gems e Feltrinelli abbia aggiunto vendite senza cannibalizzare quelle degli editori indipendenti sia semplicemente il bisogno di colmare un gap tra domanda e offerta disponibile. L’attesa di un catalogo dignitoso di ebook era così alta, che è bastato metterlo a disposizione e chi disponeva di un ereader ha acquistato.
Il comportamento dei lettori rispetto al prezzo è ancora da decifrare: c’è chi ritiene debba essere sotto i 7-8€, chi si accontenta di un abbattimento rispetto al prezzo del cartaceo, chi acquista senza porsi il problema del prezzo. E’ ancora troppo presto per capire davvero come si muoverà il mercato.
A me pare che soprattutto i grandi editori siano usciti con prezzi alti; questo porta con sé un rischio elevato di ricorso al download di file piratati e quindi di calo della domanda di acquisto. Avremo contraccolpi di questo tipo, che faranno ancora dire a qualche editore che bisogna proteggere il diritto d’autore da internet. Noi lavoreremo per far capire a questi editori che allineare i prezzi al valore presunto che i lettori attribuiscono a ciascun titolo è la strada giusta e che il vero DRM è il prezzo.
Quanto al DRM, ci aspettavamo molte più difficoltà nel gestire le lamentele dei lettori. Sì, mail e telefonate sono aumentate in maniera esponenziale, ma i lettori generalmente superano rapidamente i problemi. Il vero confronto con il DRM ci sarà quando i lettori non sopporteranno più le limitazioni imposte; accadrà e non ci vorrà molto. La strada è verso un mondo DRM free (o di social DRM): ci arriveremo quando i prezzi saranno allineati al valore stimato dai lettori; ci vorrà un po’ e non sarà un cammino indolore.

– Quali sono secondo te le prospettive e soprattutto le criticità per un pieno sviluppo e diffusione del libro digitale?

Sono molto fiducioso nelle capacità di innovazione delle strutture e delle forme narrative di chi sta sperimentando ora un’editoria solo digitale. Quando nascerà un’offerta di contenuti davvero digitale, si passerà a un livello di sviluppo del mercato molto superiore sia per dimensione che per qualità.
Questo aspetto, come l’evoluzione dei supporti per la lettura e l’abbassamento dei loro prezzi saranno i driver di maggior sviluppo del mercato.
Sono meno fiducioso nel ruolo che giocherà la scuola; potrebbe essere enorme, ma ha tempi di cambiamento incompatibili con l’innovazione.

– Domanda finale: perché dovremmo leggere un libro digitale piuttosto che un cartaceo?

Non c’è un “piuttosto”. Si dilatano le opzioni di lettura e nasceranno nuove forme e strutture di racconto. Oggi il confronto cartaceo-digitale è soprattutto sul prezzo: ma solo perché oggi digitale significa conversione del cartaceo. Presto questa fase sarà superata e la dicotomia cartaceo vs digitale sarà un ricordo.

Le precedenti “chiacchierate”: con Carlotta Borasio (Las Vegas edizioni), con Giuseppe Granieri (40k), con Fabio Brivio (apogeo).

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