eReader in viaggio (ovvero: il Kindle nella valigia)

La prima esperienza in viaggio con materiale di lettura solo digitale direi che è andata più che bene. C’è da dire che avevo previsto di portarmi con me anche un libro cartaceo, ma poi me lo sono dimenticato a casa (Freud avrebbe parecchio da dire su questo), cosa impensabile prima dell’era Kindle.

Tra attese in aeroporto e viaggio effettivo, ho letto soprattutto il libro di Gino Roncaglia, che mi sta offrendo un sacco di spunti di cui parlerò una volta terminato, e, come avevo detto prima di partire, parecchie cose raccolte in rete con Instapaper. Poi c’era un Alice in Wonderland che Amazon annoverava tra i libri dati gratis e mi son detto perché no e devo dire che i primi tre capitoli mi hanno fatto passare un buon quarto d’ora, tanto più che leggere il testo in inglese era una cosa che mi sarei sognato di fare senza il dizionario incorporato.
Quindi, in definitiva: i vantaggi essenziali:

– la ovvia questione di ingombro e di peso (del resto, l’ebook sarebbe nato per questo, no?), nel senso che già di per sé il libro cartaceo di Roncaglia sarebbe voluminoso (e molto più caro, visto il prezzo lancio dell’ebook a meno di 5 euro), poi se ci aggiungi Carroll e le scartoffie che mi sarei dovuto portare nella borsa per poi pescarle durante il viaggio magari sgualcite e svolazzanti, l’idea che la comodità del digitale sia notevole è stata anche rafforzata dal mio vicino nel ritorno, che aveva una cartella piena di carte che ogni tanto consultava e su cui scribacchiava appunti, per poi però farla cadere durante l’atterraggio con fogli sparsi e senza più l’ordine di prima, che a quanto ho capito era un dettaglio importante. E io con la mia tavoletta infilata nella tasca della giacca. Per dire.

– il fatto di poter avere un dizionario sempre a portata di mano ti fa avvicinare con molto meno timore testi in inglese.

– la comodità di ingrandire i caratteri ha il duplice vantaggio di poter cambiare posizione di lettura (con l’eReader più lontano dal volto, magari appoggiato sulle ginocchia incrociate) senza affaticare la vista e, soprattutto, di leggere con meno affanno anche a scarsità di illuminazione, dove le lettere più grandi compensano in qualche modo la difficoltà di lettura in penombra.

Quindi esame viaggio passato a pieni voti. Solo, una nota finale: tra aeroporto di Atene, quello di Vienna e infine Francoforte per lo scalo, ero l’unico con un lettore digitale. Ne ha di strada da fare, ancora, il libro elettronico. E non è necessariamente un male, forse.

2 thoughts on “eReader in viaggio (ovvero: il Kindle nella valigia)

  1. ciao, volevo chiederti se la connessione 3g del kindle permette una connessione free ad amazon e a wikipedia, mentre per il resto dovrebbe avere un costo in base all’operatore telefonico di riferimento. sbaglio? potesti chiarirmi questa cosa? grazie.

    • marco ha detto:

      Credo di poterti dire con una certa sicurezza che il Kindle con connessione 3G garantisce una piena connessione a tutto web, non solo amazon e wikipedia. Questo in base a specifici accordi che Amazon ha fatto con i diversi gestori telefonici in ogni Paese, per cui si paga appunto qualcosa di più comprando la versione 3G del Kindle.
      Quindi non ti preoccupare, naviga tranquillo.

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