un mese con il Kindle (e altri pensieri sugli ebooks)

Due fatti, uno personale, l’altro molto meno: il primo è che  da ormai un mese u

so il Kindle e penso sia tempo di un primo bilancio. Il secondo, manco a dirlo, è la Fiera del Libro di Francoforte, in cui sembra che l’ebook sia entrato di prepotenza.

Due considerazioni, come sopra: la prima è che il primo bilancio sull’ebook, almeno dal punto di vista strettamente personale, è positivissimo.  A patto però che sia ben chiaro quanto segue: il Kindle è utile e praticissimo per alcune cose, meno per altre. Questo per introdurre la seconda considerazione, quella per cui vedo ancora molto dura la vita dell’ebook come strumento di lettura “di massa” (per modo di dire, perché la lettura è – purtroppo – una cosa per pochi, ma questo è un altro discorso).

Ma andiamo per gradi. Io e il mio Kindle parte 2 (visto che già ne avevo parlato qui e altrove): finora ho comprato 4 libri in formato digitale, scaricati gratuitamente parecchi, ma soprattutto scaricato dalla rete un sacco di articoli e post che poi mi sono letto con calma nella metro o a casa senza stancarmi gli occhi sullo schermo retroilluminato. Tra gli altri aspetti positivi:

– dei libri comprati, solo uno è di una grande casa editrice, gli altri sono di editori cosiddetti minori che su carta non avrei nemmeno avuto la possibilità di trovare sugli scaffali di una libreria;

– la rete è una fonte inesauribile di libri da scaricare gratuitamente: parlo soprattutto di quelli per cui sono scaduti i diritti d’autore e quindi tutta una serie di classici, da Dickens a Leopardi (per dire, non mi sono mai letto  per intero lo Zibaldone e le Operette morali, che considero interessantissimi, e adesso li ho sempre con me per spiluccarli quando ne ho voglia);

– grazie alla possibilità di avere sempre sottomano su Kindle il dizionario di inglese della Oxford sto leggendo molto di più nella lingua di Shakepeare, cosa che desideravo fare da tempo, ma converrete che portarsi con sé un dizionario non è comodissimo;

– è davvero molto pratico selezionare ciò che ti interessa sul web (articoli digitali, post su vari blog e altro) e, tramite instapaper, trovartelo comodamente nel tuo eReader.

Però, c’è sempre un però. Però credo, come ho detto, che gli eReader e in generale la lettura digitale avranno una vita molto dura e ci vorrà del tempo e, soprattutto, cambiamenti di mentalità da parte prima di tutto della filiera, perché la strada sia più agevole. I problemi sono essenzialmente tre:

pochissimi (ancora) utenti, moltissimi (troppi?) eReader.
Da questo punto di vista c’è già l’imbarazzo della scelta, cosa che forse è un po’ prematura, dato che gran parte del potenziale pubblico non ha nemmeno capito bene di cosa si sta parlando. Molti device, differenti per prezzo e meno per prestazioni. La vera differenza sta nei formati che possono leggere. Ed eccoci al secondo problema.

Gli ebook hanno troppi formati differenti.
.epub, .mobi, .LIT e chi più ne ha più ne metta, sono sigle tanto anodine quanto nocive al mercato editoriale digitale. In parole povere, un libro elettronico è un file. Un file in generale può essere, come sapete, .doc, o .pdf o di altro tipo. Un Mac, per dire, non legge il .doc e dovete convertirlo in un formato che gli è più “familiare”. Il mio Kindle non legge ebooks in formato .epub (che in Italia almeno è la maggioranza) e devo usare un programmino chiamato Calibre perché li converta nel formato .mobi, adatto a Kindle. Ma qui arriviamo al terzo problema.

Il DRM e l’insostenibile gestione dei diritti
Già l’ineffabile Giuseppe Granieri ne ha parlato sulla Stampa.it  e oggi ancor più diffusamente nel suo weblog; poi, se avete voglia di leggerlo, l’altrettanto ineffabile Cory Doctorow ne ha fatto una serie di conferenze che Apogeo ha raccolto e mette a disposizione gratuitamente nel suo sito; anche qui, senza andare troppo per il sottile, spiego di cosa si tratta: il DRM (letteralmente Digital Rights Management) è un sistema che, secondo chi l’ha inventato, dovrebbe tutelare l’editore – e l’autore – contro la pirateria. In pratica, se nel mondo reale lo spauracchio dell’editore è la fotocopia, nel mondo digitale è la pirateria e la condivisione gratuita di contenuti sottoposti al diritto d’autore. Vecchio discorso che già ha fatto tremare le gambe (e non solo le gambe) alle case discografiche con la questione di ipod eccetera.
Ora, nel mondo del libro elettronico, le cose sono un po’ diverse. Esemplare è ciò che è accaduto a Silvio Sosio di Delos Books, che ha comprato in pratica un ebook protetto da questo famigerato sistema e non lo ha però potuto leggere. E anche Cory Doctorow, di cui sopra, con il fatto che cambia spesso pc, al  terzo computer nuovo non ha più accesso ai suoi ebooks precedentemente comprati.

Conclusioni
Personalmente, credo che ancora gli ostacoli siano troppi per celebrare la nascita di un nuovo mercato editoriale (almeno con la M maiuscola) qui in Italia. Scegliere l’eReader giusto, cercare l’ebook in una libreria elettronica, comprarlo e scaricarlo (e qualcuno, per esempio, dice che su bol.it la cosa non è affatto semplice) ma anche assicurarsi che sia in un formato compatibile con il proprio lettore e, se non lo è, convertirlo con Calibre (cosa facile, ma non per tutti tutti), ma se ha il DRM la cosa non è possibile e allora…

(Leggo proprio oggi questo sul nuovo Biblet Store e mi rendo conto che il cammino è tutt’altro che in discesa. Quando anche un gigante come Telecom fa operazioni così, significa che chi deve imparare qualcosa è soprattutto chi gli ebooks li produce e li vende, prima ancora di chi li vorrebbe acquistare)

Come dice giustamente Gino Roncaglia nel suo libro La quarta rivoluzione, stiamo senza dubbio assistendo ad una rivoluzione ancora più grande di quella di Gutenberg, perché almeno Gutenberg non cambiava il supporto: da carta si passava a carta, era la quantità e la qualità a cambiare, nonché la disponibilità. Ora invece sta accadendo una cosa inedita: il contenuto si distacca dal suo contenitore, supporto e testo vivono una vita differente. Il libro diventa duale, allo stesso tempo impalpabile e multiforme; la cosa non può non spaventare un po’, visto che ormai da 500 e più anni siamo abituati a comprare un libro, sfogliarlo, finirlo, riporlo in libreria, stropicciarlo, prestarlo, perderlo. In una parola, viverlo.

P.S.: Che ormai il cosiddetto hype sull’ebook sia arrivato al suo apice lo dimostra il fatto che anche il TG2 ne parli in un suo servizio. Un servizio nemmeno tanto male, se non fosse per la conclusione. Ma, dato il contesto, temevo peggio.

8 thoughts on “un mese con il Kindle (e altri pensieri sugli ebooks)

  1. Allora visto che ci si cita Las Vegas intervengo spiegando un po’ le nostre scelte. Noi non abbiamo messo alcun tipo di blocco, questo A perché non siamo la Mondadori, B perché come lettrice mi girerebbero le balle a non poter leggere i MIEI e-book dove voglio, come voglio, quando voglio. Come si mi dicessero che posso leggere un libro sul letto ma non in tram.
    Abbiamo tenuto prezzi bassi perché io da lettrice non spendo più di 5 euro per una roba che non so neanche come funziona, se funziona. Brutto da dire ma se devono provare provano un libro da 3 euro, non uno da 10. Poi obbiettivamente i lettori non sono cretini. Un e-book non ha i costi e la “materialità” di un libro. Perché dovrebbero pagare quasi uguale o addirittura di più?
    Poi magari mi sbaglio su tutto eh, però per ora la nostra politica rimane questa.

  2. Un bellissimo post, chiaro e coinciso. E questo passaggio “gli altri sono di editori cosiddetti minori che su carta non avrei nemmeno avuto la possibilità di trovare sugli scaffali di una libreria” lo condivido pienamente.

    Camilla

  3. Premetto che ho fondato, insieme a Marco Ghezzi, bookrepublic, che oggi offre oltre 2000 titoli in formato epub.
    DRM: siamo totalmente allineati a ciò dicono sia @Marco che @Matteo. Anche noi abbiamo i titoli Mondadori, Einaudi, Piemme e Sperling dall’altro ieri in vendita sul nostro store e tutti hanno DRM Adobe, incluso “Il fu Mattia Pascal” gratuito. Ma tutti gli altri titoli in vendita su bookrepublic hanno un social DRM: questo è ciò che noi suggeriamo agli editori che distribuiamo e tutti ci hanno seguito.
    Il DRM sul titolo gratuito di Mondadori ha però un senso: ha proprio lo scopo di far provare Adobe DRM senza spendere una lira. Mi sembra almeno una piccola delicatezza.
    Prezzi: siamo all’inizio e prevale la tendenza a fare prezzi nell’ordine del 60%-70% del prezzo del cartaceo. In realtà, se guardate bene su bookrepublic (abbiamo 61 editori in vendita), ci sono politiche di prezzo molto diversificate: gli editori stanno comunque sperimentando e provando.
    Formati: l’ePub è il formato libero che sta diventando lo standard in tutto il mondo, non solo in Italia; noi siamo molto interessati anche a Kindle e presto venderemo tutti i titoli sullo store anche in formato mobi.

    • marco ha detto:

      Marco, prima di tutto grazie per la visita e addirittura il tuo intervento. Non per piaggieria, ma ho da subito apprezzato Bookrepublic (ho le prove nero su pixel, basta leggere i primi post di questo blog) per i tempi e i modi in cui si è proposta nel modo dell’ebook. Del resto, al suo interno ci sono a mio parere alcuni tra i più interessanti editori “minori” (non mi piace il termine, ma è per capirci) italiani (per dirne solo alcuni: dai già affermati mininum fax, Iperborea, edizioni Ambiente, fino alle ultimissime realtà come Las Vegas edizioni) e il progetto non poteva che nascere sotto i migliori auspici.
      La vostra politica dei prezzi mi sembra molto buona e incoraggiante (è quello che ci vuole ora, incoraggiare gli indecisi, i titubanti, i diffidenti, i timorosi), mentre per quanto riguarda il DRM, so che non è una decisione vostra, quindi non posso certo farvene una colpa.
      Però, parlando da lettore accanito che, vivendo fuori dall’Italia (i ricarichi delle spese di spedizione sul cartaceo sono notevoli) vorrebbe una quanto più vasta scelta di titoli da leggere sul proprio Kindle, mi spiace veramente dover escludere per ora i titoli di alcuni editori per questo motivo. Posso certo leggere un libro con Adobe Reader, ma disponendo per ora solo di un netbook Acer, lo trovo piuttosto scomodo, anche perché personalmente trovo la tecnologia e-Ink preferibile allo schermo retroilluminato.
      Del resto, come ho anche fatto notare in questo post, non sono certo il solo che ritiene il DRM uno strumento fallimentare, oltreché inutile, come dice molto meglio di me Cory Doctorow.
      Ed è sempre da lettore e appassionato delle nuove tecnologie che mi spiace che per ora la lettura digitale sia considerata quasi appannaggio di smanettoni e nerd, mentre non dovrebbe essere (e non è) così.
      A mio modesto parere, l’operazione Biblet Store va invece proprio verso questa direzione, senza considerare i prezzi davvero incomprensibili.
      Invece di incoraggiare un mercato in fieri, lo si mortifica sulla culla. Non capisco sinceramente che senso abbia.
      Spero che voi continuiate sul solco che avete appena iniziato a tracciare, perché in questo modo sicuramente, oltre ad aver cominciato per primi, continuerete ad essere non dico gli unici, ma tra i pochi (insieme a Simplicissimus, a 40k e pochi altri) a promuovere davvero la diffusione del libro elettronico e della lettura su supporto digitale.

      • Grazie per tutti i complimenti. Solo una precisizione, non per immodestia, ma per chiarezza: 40k è sempre una nostra iniziativa.
        Per quanto riguarda i DRM, Mondadori, eccetera: siamo solo all’inizio, tutti hanno il diritto e il dovere di sperimentare e anche di sbagliare. Penso che sia molto meglio che Mondadori ci sia con i DRM piuttosto che non ci sia per niente: ora potrà ascoltare voi lettori e confrontarsi con agenti e autori al riguardo.
        Quanto a Kindle, abbi pazienza, arriviamo anche noi.

    • marco ha detto:

      Non ti preoccupare, ho già fatto acquisti su bookrepublic e ho risolto il problema dell’epub con Calibre. Ripeto, è un’operazione semplice, ma comunque bisogna sempre essere un po’ addentro a queste cose.
      Non sapevo che 40k foste sempre voi, beh allora sono un vostro cliente affezionato🙂

  4. Bell’articolo, anche tu come altri oggi citi il biblet. Ci ho fatto un giro e le considerazioni mi son spuntate da sole sul blog. Prezzi davvero eccessivi, ma temo sia un trend che non cambierà.

    Per quanto riguarda il Kindle concordo, io ce l’ho da meno di un mese, ma ci leggo sopra davvero con gusto e sto usando il dizionario incluso per leggermi più agevolmente un eBook (gratuito) di Brian Keene, scaricato da Amazon.

    Anche sul DRM ho fatto qualche considerazione spicciola, soprattutto sul fatto che viene usato senza pietà né distinguo, ad esempio (BOL.it) anche su ePub gratuti che proprio non ne avrebbero bisogno.

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