il giornalismo nell’era digitale (2)

Qualche giorno fa ho iniziato a parlare del giornalismo nell’era digitale, parlando dei fattori che hanno portato a quella che, a tutti gli effetti, è da una parte una crisi del giornalismo cartaceo (riviste e giornali), ma dall’altra è una sostanziale rivoluzione copernicana per tutto il settore.

Cominciamo con alcuni dati: l’Audit Bureau of Circulations l’aprile scorso ha diffuso alcuni dati significativi: la diffusione dei quotidiani è diminuita negli Usa del 9% nell’ultimo anno, mentre le sottoscrizioni alle edizioni online delle 25 maggiori testate (incluse le loro versioni digitali o nuove creature solo per gli e-reader, come per esempio Times Reader) hanno registrato un incremento del 40%.

Ora, prima di proseguire, vorrei porre sul tavolo un paio di interessanti considerazioni che ho letto in vari forum sull’argomento o sui commenti agli articoli letti: quando si parla di giornalismo si parla di prodotti editoriali molto diversi dai libri, questo è chiaro, ma la loro peculiarità più evidente è la vita breve che ha un periodico o tanto più un quotidiano. La cosa può in questo caso influire non poco su una fuga più rapida  verso il digitale, dal momento che io lettore pagherei di meno la versione digitale, la consumerei più agevolmente, avrei a disposizione video e audio sugli argomenti più importanti, link di approfondimento e, non da ultimo, potrei pure commentare in diretta l’articolo (o gli articoli)  con una mia riflessione personale. La domanda a questo punto è: quanto sarei disposto a pagare? Sicuramente molto meno del prezzo del giornale cartaceo, dal momento che so benissimo quanto ci risparmia lo stesso editore nel darmi la versione digitale e non quella cartacea. Ma la natura e la filosofia di Internet è però un’altra, cioè: informazione gratuita, o meglio ancora condivisione di contenuti tra tutti gli utenti della Rete, dove ognuno dà e mette a disposizione ciò che trova o ritiene degno di condividere.  Non dimentichiamo, inoltre, la presenza degli aggregatori (uno per tutti:Google Reader) che utilizzano e diffondono contenuti pescati nella Rete, o altri nuovi “luoghi” di condivisione come amplify, che permettono di scavalcare o comunque di aggirare qualsiasi sottoscrizione o pagamento.

Da una parte, quindi, il giornalista dell’era digitale dovrà attrezzarsi per affrontare questa nuova generazione di lettori, che dialogano tra loro prima e oltre che con il giornalista stesso. Non a caso, vediamo sempre più giornalisti di varie testate che hanno un loro blog, se non un sito personale, usano twitter, podcast e youtube. Dall’altra, l’informazione tenderà presumibilmente ad essere gratuita e soprattutto digitale. Come abbiamo visto, si può leggere un giornale al computer o su uno smartphone, ma anche scaricarlo su un qualcosa di molto simile ad un quotidiano che però ci permetterà di leggere nientemeno che tutti i giornali del mondo, continuamente aggiornati. Questo qualcosa si chiama Skiff, un foglio d’acciaio flessibile, grande come un A4 e pesante meno di 500 grammi.

Già, ma cosa pagheremo, se – come abbiamo intravisto – la Rete si basa sulla condivisione gratuita e l’informazione “orizzontale”? Questa sarà una delle tante criticità che il mondo del giornalismo dovrà affrontare, e in tempi anche piuttosto brevi. A voler essere ottimisti a tutti i costi, forse in tutto questo marasma sarà ancora una volta la qualità a fornire la chiave per la sopravvivenza: consorzi di bravi giornalisti impegnati in reportage di approfondimento, magari “finanziati” dai lettori; giornalista sempre meno legato all’ “editore di riferimento” e più responsabilizzato nel proprio ruolo, in quanto è il lettore che deciderà se credergli o no e che avrà molti più modi per verificare la veridicità e l’obbiettività di ciò che ha scritto.

Quello che è certo è che siamo solo all’inizio e ne vedremo delle belle. Come lettori, non certo come giornalisti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...