ebook ed editoria digitale. scenari e riflessioni

Quando vedo gente che legge, in metrò o in autobus, mi viene voglia di fotografarla. Perché vedere qualcuno che legge è bello, e (purtroppo) raro.Ultimamente poi, vedo queste persone che leggono libri cartacei, più o meno voluminosi, e mi dico che presto una loro foto risulterà modernariato, perché il lettore del futuro avrà sempre di meno a che fare con la carta.
Almeno stando alle ultime tendenze e alle proiezioni future di quell’oggetto che è l’ebook. Il libro digitale. Sapete di che sto parlando, vero? Beh, io no. Nel senso che si parla sempre di più di ebook, ma poi ognuno sembra avere in mente una cosa diversa: chi lo vede semplicemente come la semplice trasposizione in digitale delle pagine di un libro cartaceo; chi come un’opera multimediale con link, video e audio incorporati, una sorta di iper-libro. Chi, infine, pensa solo che, qualsiasi cosa esso sia,   tarderà ad attecchire, perché insomma l’odore della carta e dell’inchiostro avranno sempre la meglio (sic).
Quello che sembra più sicuro è che, come dice Kelly Gallagher, vice presidente dell’agenzia editoriale R.R. Bowker, “siamo ancora nella fase 1.0 dell’e-book”. Tutto quello che vediamo e abbiamo visto finora, Kindle, Nook,Sony Reader e lo stesso i-Pad, saranno probabilmente presto visti come giocattoli un po’ patetici dai futuri lettori e lettrici digitali.
Ma chi sono costoro e, soprattutto, quanti sono? E’ già così presente l’ebook, non solo nel mercato, ma anche nella vita delle persone?
I dati sono ancora molto modesti: se negli Stati Uniti le vendite dei libri digitali si aggirano sul 5% (ma solo pochissimo tempo fa si era all’1,5%), in Italia si prevede per il dicembre 2010 un notevole 0,1%. Poco? Di sicuro, ma non così poco se rapportato allo 0,03% del dicembre 2009. E sembra che nell’autunno 2010 l’offerta di libri in formato digitale aumenterà notevolmente (è anche vero che finora l’editoria italiana è stata piuttosto avara di titoli). Ma a questo punto torna l’interrogativo di partenza: che tipo di oggetto venderanno?
E’ proprio di oggi, infatti, la notizia che Simon & Schuster ha pubblicato il primo, Nixoland, con 27 piccoli video della CBS News come “illustrazioni” del testo.
Ecco: chi, credo a ragione, parlava di 2 fasi, la prima delle quali avrebbe visto la compresenza di uno stesso testo in digitale e in carteceo, mentre nella seconda sarebbero comparsi libri scritti – e letti – in modo diverso, si sarà già accorto quanto le “fasi” ormai siano un termine che definisce quello che prima era poco più che un momento, un periodo di tempo quasi trascurabile, dove non poteva accadere niente di trascendentale e tanto meno rivoluzionario.
Ma ora si corre a velocità decuplicata rispetto alle ere passate e la fase 1 è allo stesso tempo presente ma c’è chi pensa già di superarla, senza che per questo sia ancora passata. Che volete, ora si usa così.
E a dimostrazione di ciò, è stato presentato appena il 19 luglio scorso, a Roma, il nuovo progetto ebook.it, il cui titolo di punta, Gli anni della NewTV, di Andrea Materia, è un titolo pensato e scritto come ebook, con 66 video embed e ben 999 link (non mille, per non esagerare). Si tratta del primo ebook italiano non pubblicabile su carta, la cui lettura non è lineare, pagina dopo pagina, ma digitale, appunto, così che da un video all’altro e di link in link si può arrivare chissà dove.
Un recente bell’articolo-fiume sull’argomento, “Che fine faranno i libri?“, parlava di questo fatto come l’avverarsi di un auspicio di Roland Barthes, che nel ’77 già parlava di testo come “emblema del de-potere e capace di eludere all’infinito la parola gregaria (cioè che si aggrega), spingendo sempre più lontano da sé, altrove, verso un luogo non classificato”. E’ finita l’era dello scrittore come depositario di tutti i valori superiori, diceva Barthes, e in effetti con gli ipertesti e i continui link, la natura dei libri cambia e porta il lettore ad un ruolo sempre più attivo: lettura e scrittura diventano un fatto collettivo e dal libro come opera chiusa si passa al libro elettronico come forma aperta e continuamente modificabile.
Ma che effetto e quali ripercussioni avrà (anzi, ha) sui lettori un tale nuovo modo di entrare nel testo?
Lo vedremo nel prossimo post con la storia della 12enne Emma Teitgen e il suo libro di chimica.
(1 – continua)

6 thoughts on “ebook ed editoria digitale. scenari e riflessioni

  1. che belle riflessioni. bravo. ci penso. quel che temo, a caldo, non è il cambiamento dello scrivere e del leggere, ma una sorta di azzeramento della fantasia individuale e creatrice. Quella del lettore che, con la scrittura tradizionale, ha una visione unica dei fatti, degli oggetti, dei luoghi, delle persone narrate.

  2. Grazie per queste tue riflessioni sull’editoria digitale e sul futuro dei libri. Ci sto pensando anch’io molto. Continuerò a seguirti su questo blog, a presto paolo

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