Prima di – e durante – Ebook Lab Italia

Anche se assente, sto seguendo le giornate di Ebook Lab Italia grazie all’ottima copertura dell’evento su twitter e in streaming. Da quanto sto vedendo devo fare i complimenti a quelli di Simplicissimus Book Farm perché hanno messo su una tre giorni davvero di altissimo spessore e grande interesse nonché, a quanto posso vedere dai tweet e da quanto si capisce anche esternamente, organizzata in modo impeccabile. Chapeau.

La carne sul fuoco è tanta, tantissima. Troppa, per azzardare un recap delle prime due giornate concluse, davvero piene di ospiti di rilievo e argomenti più che rilevanti. Ma siccome le imprese titaniche oltre che spaventarmi mi affascinano, ho pensato di elaborare un recap alternativo, inanellando cioè bagliori, momenti più intensi, frasi più illuminanti, concetti e pensieri più pregni di significato e di spunti di riflessione.  Naturalmente sarà una lista incompleta, necessariamente parziale, forzatamente stringata. Ma magari anche un po’ utile a qualcuno, chissà. Allora, siete pronti? Partiamo.

Concetti ricorrenti

- il social reading come peculiarità del digitale e come prospettiva vincente per una nuova esperienza di lettura;

- puntare sempre più sul servizio più che/oltreché sul prodotto; così non solo per gli editori, ma anche per le librerie e le biblioteche. Da ripensare e reinventare ogni attore del sistema-libro (il futuro si preannuncia stimolante);

- Il self publishing può essere una risorsa per gli stessi editori; prima di tutto insegna loro l’attenzione verso il lettore (sensibilità che manca all’editore ma che farà meglio ad acquisire al più presto) e in secondo luogo la letteratura indie sarà importante spazio di sperimentazione, dove si potranno creare gli archetipi della letteratura del futuro;

- Anche nello scolastico il paradigma cambierà (presto o – più probabilmente – tardi), si prospetta un modello di libro di testo fluido, flessibile, disponibile online 24 ore su 24;

- coerentemente con quanto detto finora, l’editore deve smettere di considerare il lettore come un “consumatore”. Il nuovo modello punisce questo approccio, un modello dove è la coda lunga il nuovo paradigma e dove quindi il comportamento del pubblico è molto più determinante;

- la soglia psicologia del prezzo di un ebook si abbassa sempre di più: un ebook a 1,99 dollari vende 14 volte di più di uno che ne costa 7,99;

- è in arrivo l’ePub3, una sorta di ePub “augmented”: supporto ad audio e video, audio sincronizzato al testo, miglior gestione dei font, svg, javascript. L’obiettivo è farlo diventare realmente globale, più multimediale, html5, più accessibile;

I personaggi e le parole

Il primo, anche per ordine di apparizione, è Gino Roncaglia: “i dispositivi di lettura devono diventare terminali di un cloud di informazioni”. “Il Kindle ha fatto successo perché è più di un semplice device, ma parte di un sistema più vasto di reading experience.”

Poi c’è da mezionare Antonio Ulrico Hoepli e la sua frase: “mio nonno mi diceva: Quando ti dicono che il libro è morto, andrà meglio“.

Interessante l’intervento del “mobile fiction author” Piotr Kowalczyk: “there’s a time when you move from distraction to focus, and that’s when you are looking for a book”  (ottima la sua presentazione realizzata su Prezi).

- Notevole la frase di Marco Calvo: “i governi non capiscono che Internet è un territorio e continuano a trattarlo come un media”.

- da menzionare la schiettezza di Maurizio Motta (dir. Gen. di MediaWorld), che tra le altre cose interessanti, dice: ” il lettore vuole ebook reader a 99 euro, ebook a 4-8 euro e pensa di comprare circa un libro al mese”.

- Grande attesa per il Duca di Carraronan, che infatti non delude: “I grandi editori aumentando i prezzi si autoboicottano, Amazon fa sempre più soldi grazie a chi si autopubblica e chi vende a prezzi bassi”.

I momenti e le emozioni

Su tutti, l’intervento del tipografo ed editore Enrico Tallone ha suscitato unanime ammirazione. Ha raccontato i font con immensa competenza e altrettanta passione, unite alla semplicità nell’esporre aspetti tecnici e capacità di coinvolgere il pubblico. Ci ha fatto capire che il font non è un semplice segno, ma è espressione di un’intera cultura. E’ un modo per dimostrare rispetto per l’autore, dare una precisa identità al marchio editoriale, offrire facilità di consultazione al lettore. Altre sue perle, riportate fedelmente dai tanti tweet di ammirazione:

“La codina di una lettera si appoggia al balcone di quella accanto.”

“Si vede che il Palatino è fatto da un tedesco: ogni lettera tiene le distanze dall’altra”.

“Si pensa in corsivo, in italico”.

“l’ebook è un bambino coi pantaloni corti che cresce verso la leggibilità”.

E qui mi fermo, in bellezza. A domani, per l’ultima giornata.

NOTA
A coloro che eventualmente non li avessero visti, consiglio due link interessanti, uno pre- e l’altro nato durante la kermesse di Rimini: il primo è un post di Antonio Tombolini che finalmente dà alcune cifre e dati sulle vendite degli ebook; l’altro è una breve ma bella intervista di Massimo Mantellini a Giuseppe Granieri, che secondo me può essere un ottimo corollario ai succitati dati e in generale a non pochi degli argomenti dibattuti in queste due giornate di Ebook Lab Italia.

Chi è interessato, trova Ebook Lab Italia anche su Facebook, mentre alcuni primi video “non ufficiali” sono già su Youtube.

Le foto che vedete le ho fregate da qui, spero che gli organizzatori non se ne avranno a male.

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4 thoughts on “Prima di – e durante – Ebook Lab Italia

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