Nel mio post sul Kindle (che, mi comunica proprio oggi Amazon, mi arriverà il 13 settembre) indicavo qualche link che rimandava a opinioni pro o contro il libro digitale e a esperienze di coloro i quali, come me, hanno deciso di sperimentare questo oggettino. Ieri mi è capitato di leggere un altro post molto intelligente e interessante sul Kindle che invito a leggere, soprattutto le persone che non lo vedono di buon occhio e che in generale hanno un’opinione poco entusiasta sull’editoria digitale.
Ora, lungi dall’essere diventato uno strenuo sostenitore dell’ebook (che nemmeno ho mai usato, ma dal 13 settembre finalmente potrò farlo), tuttavia credo che la storia insegni come tutte le novità siano sempre state accolte con diffidenza. A volte a ragione, ma
nellamaggior parte dei casi per spirito conservativo un po’ fine a se stesso, per tradizionalismo rassicurante, per pigrizia, paura o tutte queste cose insieme. Di quel post mi ha colpito in modo particolare un passo:
(…) per cogliere il nuovo si deve tornare ragazzi, ci si deve dimenticare delle proprie abitudini, convinzioni e convenienze, affrontando la novità con lo spirito del gioco. Bisogna tornare a zero, come gli ominidi di Kubrick che guardano l’incomprensibile monolite girandogli attorno. E forse con uno spirito simile dovremmo guardare alle varie novità che la tecnologia sta sfornando.
Che dire di più. Smettiamola di prenderci troppo sul serio (e soprattutto prendere troppo sul serio la cultura, atteggiamento che in Italia ha fatto danni notevoli) abbassiamo ogni tanto la guardia, recuperando lo sguardo infantile che non ha aspettative ed è pura curiosità, voglia di conoscere e capire. E smettiamola anche di ragionare per semplici manicheismi, dove una cosa si contrappone ed esclude l’altra. Vediamo bene che, purtroppo e per fortuna, nel mondo c’è posto per tutti e per tutto. Figuriamoci se non ci sarà posto ancora per i libri cartacei. Ma teniamo anche in considerazione un angolo per il (molto meno ingombrante) ebook.